Continua a salire il bilancio della devastante inondazione che ha colpito la zona di confine tra il Nepal e il Tibet, dove si temono migliaia di morti. Centinaia di persone, tra cui più di 500 stranieri, sono ancora dispersi. Cina e Corea del Sud hanno mandato squadre di soccorritori, mentre gli Stati Uniti hanno stanziato mezzo milione di dollari in aiuti per il Paese colpito. Ma mentre sale il numero delle morti le piogge continuano a cadere fitte e rischiano di peggiorare le condizioni del territorio.
Nepal: bilancio delle vittime sale a 389
Secondo le autorità locali il numero delle vittime delle inondazioni che ha colpito il Nepal è salito a 389.
Tajani: "Attivata task force, al lavoro per rintracciare connazionali"
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha espresso il cordoglio del Governo “alle famiglie delle vittime delle alluvioni che hanno colpito il Nepal e la regione tibetana. La nostra vicinanza va alle autorità e alle popolazioni colpite”. Il vicepremier ha annunciato su X l’attivazione di una “Task Force Nepal con l’invio di una delegazione da Roma dell’Unità di Crisi per creare un punto di assistenza dei nostri connazionali a Katmandu”.
“Ho anche disposto l’invio di personale della nostra Ambasciata a Nuova Delhi a Katmandu per rafforzare la presenza sul posto e l’assistenza agli italiani - ha informato Tajani - La Farnesina è al lavoro per rintracciare i connazionali con i quali non si è ancora riusciti a stabilire un contatto e garantire loro ogni possibile supporto”.
Re Carlo e Camilla: "Pronti a fornire supporto"
Tra i dispersi figurano anche 33 cittadini britannici e il primo ministro Andy Burnham ha promesso una donazione di 5 milioni di sterline (circa 5,8 milioni di euro) in aiuti di emergenza.
’’Io e mia moglie siamo profondamente addolorati per le devastanti inondazioni che hanno colpito il confine tra Nepal e Cina. Molti nel Regno Unito hanno legami forti, profondi e personali con questa parte del mondo’’, scrive re Carlo in una nota diffusa da Buckingham Palace. ’’Esprimiamo le nostre più sentite condoglianze a tutti coloro che hanno tragicamente perso i propri cari e ci uniamo al dolore delle numerose famiglie che attendono con ansia notizie di amici e parenti’’.
“Il nostro pensiero va anche alle famiglie di tutti gli agenti di polizia e del personale delle Forze Armate che hanno perso la vita mentre svolgevano il loro coraggioso dovere al servizio degli altri, e ringraziamo di cuore coloro che si sono prodigati con altruismo nelle operazioni di soccorso’’, ha proseguito re Carlo. ‘’I nostri pensieri e le nostre preghiere sono rivolti a tutte le persone colpite e, come sempre, il Regno Unito è pronto a fornire supporto a chi ne ha bisogno’’.
L'appello di Save the Children, impegnata sul territorio colpito dalla catastrofe
Il disastro nella regione di Rasuwa ha colpito mentre i bambini si stavano recando a scuola o stavano iniziando le lezioni. Spesso si devono percorrere lunghe distanze per raggiungere la scuola. Queste aree sono ora isolate dalle acque dell’alluvione, con il rischio che i bambini siano separati dalle loro famiglie o da chi si prende cura di loro. I danni alle infrastrutture telefoniche e internet rendono inoltre difficile mettersi in contatto con i propri cari. Le famiglie cercano riparo ovunque possibile. Alcune si sono trasferite da parenti, altre vivono in edifici pubblici come i centri comunitari. L’accesso all’acqua potabile ha subito gravi interruzioni in tutto il distretto. Lo staff di Save the Children, impegnato nelle aree colpite dall’alluvione, segnala notevoli difficoltà per raggiungere le comunità che necessitano di assistenza. Le strade sono bloccate o allagate e il traffico intenso sta rallentando le operazioni di soccorso, a causa del flusso di persone che fuggono dalle zone colpite e di quelle che vi si dirigono per dare supporto ai soccorsi. Mentre aumenta il numero delle vittime accertate e di coloro che risultano ancora dispersi.
Il team di risposta alle emergenze è operativo nelle aree colpite e sta distribuendo beni di prima necessità (tra cui kit per la casa e per la cucina, zanzariere e coperte) a 1.000 famiglie durante la prima fase degli interventi di assistenza. L’Organizzazione sta collaborando con le autorità nazionali e locali per individuare i bisogni immediati e a lungo termine di bambini e famiglie.
Save the Children opera in Nepal dal 1976.
L'italiano salvato in Nepal: "Sono vivo per grazia divina"
Stefano Tumolo, il fotografo toscano che risultava tra i turisti italiani in Nepal, è stato portato in salvo ed è appena arrivato a Kathmandu. Raggiunto al telefono dall’Adnkronos, è lui stesso a darne notizia. “Sono salvo per grazia divina”.
Il bilancio dei dispersi: 540 stranieri 127 nepalesi
Al momento risultano dispersi 540 stranieri e 127 nepalesi. Lo rendono noto le Autorità nepalesi. Complessivamente il numero dei dispersi si attesta a 667.
Autorità Catastrofi: "Rischio concreto di un'altra alluvione"
A causa dell’ostruzione del corso del fiume Lhende nella zona costiera, a circa 18 chilometri a monte del confine di Rasuwagadhi, si è formato un lago di circa 0,11 chilometri quadrati. “Poiché sussiste il rischio di un’altra grave alluvione, si raccomanda a tutte le parti interessate nelle zone costiere più a valle di prestare la dovuta attenzione e di rimanere in stato di massima vigilanza”. E’ l’allarme lanciato dall’Autorità nazionale del Nepal per la riduzione e la gestione del rischio di catastrofi.
Le autorità trovano e salvano due italiani dispersi: ancora tre i dispersi
Salvi due italiani, conferma la Farnesina, sono Valentina Piccinini e Stefano Lotumolo.
Ventuno cittadini indiani sono stati tratti in salvo nell'inondazione
Il portavoce del ministero degli Esteri di New Delhi, Randhir Jaiswal, ha dichiarato che 21 cittadini indiani sono stati tratti in salvo nella zona colpita dall’inondazione al confine tra Nepal e Tibet. Lo riporta l’agenzia Pti, precisando che secondo il dicastero “circa 200” cittadini indiani sono rimasti bloccati in Tibet e hanno chiesto assistenza per essere evacuati. I giornali internazionali sottolineano che tra Nepal e Tibet sorge il monte Kailash, meta di pellegrinaggio per i fedeli indù, importante anche per buddisti e giainisti.
Risultano essere tre e non due gli italiani dispersi
Risultano essere tre gli italiani ancora dispersi dopo la devastante alluvione che ha colpito il Nepal. Si tratta di Marco Ratto, orefice di Rapallo e di una coppia italo-svizzera che era in viaggio dal Tibet verso il Nepal.
Uno dei due dispersi italiani si chiama Marco Ratto
L’italiano Marco Ratto, a quanto si apprende, risulta disperso dopo le devastanti inondazioni che hanno colpito il Nepal. L’uomo è il titolare di un’oreficeria a Rapallo.
Anche il presidente russo manda un messaggio di vicinanza
Vladimir Putin, ha espresso le sue condoglianze ai leader di Cina e Nepal per le vittime delle frane e delle inondazioni che hanno colpito i due Paesi. Lo riferisce il Cremlino, citato dall’agenzia Riad. Il presidente russo ha rivolto le sue “più sentite condoglianze” alla leadership nepalese per le numerose vittime delle inondazioni e delle colate di fango, mentre ha espresso il proprio cordoglio al presidente cinese, Xi Jinping, per le frane in Tibet.
Papa Leone, rattristato per la devastazione, manda un messaggio di cordoglio
Papa Leone XIV è “profondamente rattristato nell’apprendere della perdita di vite umane e della devastazione causata dalle inondazioni lampo in Nepal”. Lo scrive nel telegramma di cordoglio inviato a firma del cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin. “Invia le sue più sentite condoglianze ai familiari delle vittime, insieme all’assicurazione della sua vicinanza spirituale a coloro che sono stati colpiti da questa tragedia. Offrendo inoltre preghiere per il personale di emergenza impegnato nelle operazioni di soccorso in corso, invoca l’aiuto e la protezione divina”.
Antonio Tajani invia del personale per assistere connazionali
Su indicazione del Ministro degli Esteri Antonio Tajani, è stato disposto l’invio di personale a Kathmandu dall’Ambasciata a New Delhi, per rafforzare la presenza sul posto e l’assistenza ai connazionali.
Autorità locali: "Anche due italiani tra i dispersi"
Tra i turisti dispersi nell’alluvione in Nepal ci sono anche due cittadini italiani. Lo riporta l’Ente nazionale del turismo del Nepal. Fonti della Farnesina fanno sapere che si sta procedendo con le verifiche.
New Delhi: "288 cittadini indiani dispersi dopo inondazione in Nepal"
Il ministero degli Esteri di New Delhi afferma che 288 cittadini indiani risultano al momento dispersi in seguito all’inondazione. Lo riporta l’agenzia di stampa Pti.
Il premier cinese è arrivato in Tibet per coordinare i soccorsi
Il premier cinese, Li Qiang, è arrivato a Gyirong, nella regione autonoma del Tibet, per dirigere le operazioni di soccorso a seguito della frana che si è verificata ieri nei pressi del valico di frontiera terrestre di Gyirong Port con il Nepal. Le autorità cinesi hanno già dispiegato un grande aereo da trasporto militare per inviare una squadra nella regione. Secondo quanto riporta l’emittente statale cinese Cctv, la frana di ieri in Tibet ha lasciato nelle aree circostanti uno strato di fango con uno spessore medio di oltre 1 metro e mezzo, che in alcuni tratti stradali supera i 2 metri. Cctv aggiunge che le strade che conducono al valico sono state tutte danneggiate, mentre potrebbero verificarsi ulteriori crolli o frane a causa delle piogge che continuano a cadere nella zona.
Allarme per il lago di sbarramento, rischio di una nuova piena in Tibet
È allarme per un lago di sbarramento naturale formatosi a monte del porto di Gyirong, nella contea di Gyirong, in Tibet, dopo la frana che ha colpito l’area al confine con il Nepal. Le autorità cinesi hanno rafforzato il monitoraggio del bacino per il rischio che lo sbarramento naturale possa cedere o che l’acqua lo superi, provocando una nuova piena nelle aree a valle. Il ministero cinese delle Risorse idriche ha disposto il rafforzamento del monitoraggio idrologico e delle previsioni nella zona della confluenza tra il fiume Purepu Tsangpo e il fiume Chhochen, dove si è formato il lago di sbarramento.
Circa 100 i cinesi dispersi
“Circa 100 cittadini cinesi risultano dispersi nelle aree colpite dal disastro sul versante nepalese”, dopo le devastanti inondazioni che da ieri hanno provocato almeno 180 morti. Lo ha riferito il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Lin Jian. Sul lato cinese della frontiera, invece, le autorità hanno finora registrato tre morti e 558 dispersi, tra cui 260 stranieri, dopo che un’enorme massa di acqua, fango e detriti ha travolto la località di frontiera di Gyirong, in Tibet. Pechino non ha fornito per il momento dettagli sulla nazionalità degli stranieri dispersi in territorio cinese, spiegando che le informazioni sono ancora in fase di verifica mentre proseguono le operazioni di ricerca e soccorso. “Secondo le prime informazioni a nostra disposizione, tra le persone coinvolte ci sono turisti e pellegrini”, ha aggiunto Lin.
Autorità Nepal, 517 turisti stranieri dispersi
Sono 644 le persone ancora disperse dopo l’alluvione improvvisa che mercoledì mattina ha colpito i fiumi Bhotekoshi e Trishuli, in Nepal. Lo riferisce il Nepal Tourism Board (Ntb) in un rapporto aggiornato a mezzogiorno di oggi e riportato da Nepal News. Dei dispersi, 517 sono turisti stranieri e 127 sono cittadini nepalesi, secondo il bilancio dell’Ntb. Le operazioni di ricerca e soccorso sono in corso nei distretti di Rasuwa, Nuwakot, Dhading e Gorkha, con squadre composte da forze di sicurezza, autorità locali, guide e Tourist Police impegnate anche nelle operazioni di evacuazione e nella verifica delle persone irreperibili.
Almeno 165 morti e oltre 1.300 dispersi per le devastanti inondazioni
Oltre 1.300 persone risultano disperse e almeno 165 sono state confermate morte a seguito delle inondazioni e delle frane al confine tra Nepal e Tibet. Lo ha riferito l’agenzia nepalese per la gestione delle emergenze precisando che il bilanci è ancora provvisorio e che sarebbero coinvolti degli stranieri. Escursionisti e alpinisti da tutto il mondo affollano la nazione himalayana per mettersi alla prova su alcune delle vette più alte del mondo, tra cui il Monte Everest.
Pechino ha inviato 111 soccorritori nel valico di Gyirong
Il ministero cinese per la Gestione delle emergenze e l’Amministrazione nazionale dei vigili del fuoco hanno inviato 111 soccorritori presso il valico di Gyirong, al confine tra Cina e Nepal, dopo la frana che ieri ha provocato tre vittime e 558 dispersi. Lo riferisce l’emittente nazionale cinese “Cctv”. Ieri, il presidente Xi Jinping ha chiesto di condurre ricerche “a tutto campo” per rintracciare i dispersi, sollecitando al contempo un rafforzamento dei sistemi di monitoraggio e allerta precoce per prevenire disastri secondari. L’emittente statale cinese “Cctv” ha reso noto che le autorita’ cinesi hanno dispiegato almeno 574 soccorritori presso il valico terrestre di Gyirong. Un soccorritore ha dichiarato alla stessa emittente che la squadra impieghera’ almeno quattro ore per raggiungere il sito, a causa di un deposito di sedimenti profondo 1,5 metri che ostruisce i percorsi verso l’area colpita. I detriti si sarebbero riversati a monte a partire dal versante nepalese del valico.
Corea del Sud invia una squadra di soccorso per rintracciare 9 lavoratori dispersi
La Corea del Sud ha inviato una squadra di emergenza in Nepal per assistere nelle ricerche di nove lavoratori sudcoreani ancora irreperibili dopo le devastanti alluvioni che hanno colpito il distretto di Rasuwa, al confine con il Tibet. I nove, dipendenti di Doosan Enerbility e Korea South-East Power, lavoravano alla costruzione della centrale idroelettrica Upper Trishuli-1, a circa 70 chilometri da Kathmandu. Altri 10 lavoratori sudcoreani rimasti bloccati nella zona sono stati rintracciati e si trovano al sicuro, ma attendono di essere evacuati. La squadra di soccorso, composta da 11 membri e guidata dal rappresentante sudcoreano per la protezione dei cittadini all’estero e gli affari consolari Lim Sang Woo, comprende quattro funzionari del ministero degli Esteri, cinque vigili del fuoco e due agenti di polizia.
Usgs, alluvione causata da crollo di un ghiacciaio
L’US Geological Survey ha confermato che è stato il crollo di un ghiacciaio la causa dell’alluvione che ha provocato almeno 162 morti e quasi mille dispersi tra Nepal e Tibet. Il crollo, sottolinea l’ente statunitense, ha comportato un evento sismico di magnitudo 5.2 “che ha provocato una colata detritica a valle con conseguenze catastrofiche per le comunità”.
468 turisti, per lo più stranieri, dispersi dopo le inondazioni
Il dipartimento del turismo del Nepal ha dichiarato che 468 turisti e viaggiatori, tra cui 393 stranieri, risultano dispersi al momento, 24 ore dopo che una devastante alluvione lampo ha colpito la regione di confine con il Tibet. “Sono dispersi 468 turisti e viaggiatori, tra cui 75 nepalesi”, ha dichiarato all’Afp Suraj Ghimire, portavoce del dipartimento del turismo. Di almeno 165 persone è stata confermata la morte, sia in Nepal che nella vicina Cina, dove altre 558 persone risultano disperse.
Usa stanziano 500.000 dollari in aiuti per il Nepal
Gli Stati Uniti stanziano 500.000 dollari in aiuti per l’emergenza in Nepal. “Forniremo 500.000 dollari in aiuti tramite l’accordo globale con Catholic Relief Services, sostenendo la fornitura di rifugi di emergenza, beni di prima necessità e servizi idrici, igienico-sanitari alle comunità colpite dalle inondazioni”, si legge in una nota del Dipartimento di Stato.
