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Cronaca internazionale

Parigi mostra i muscoli: testato con successo il nuovo missile M51.3

Il lancio dal sottomarino Le Vigilant certifica la nuova configurazione del sistema M51 e si colloca nel programma di modernizzazione della componente nucleare oceanica francese

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La Francia ha effettuato con successo il lancio di prova del sistema M51.3 dal sottomarino nucleare lanciamissili balistici Le Vigilant. La dimostrazione si è svolta il 6 ottobre al largo delle coste bretoni e ha avuto l’obiettivo di verificare la piena operatività della nuova configurazione del sistema strategico. L’armamento impiegato non era dotato di testata nucleare e l’attività è stata condotta nel rispetto degli obblighi internazionali assunti da Parigi.

Il lancio rientra nel programma pluriennale di ammodernamento della deterrenza francese, che interessa sia la componente oceanica sia quella aerea. Il programma è stato avviato prima dell’attuale deterioramento dei rapporti tra Russia e Paesi occidentali e prosegue mentre la guerra in Ucraina e il rafforzamento delle capacità militari europee stanno modificando il quadro di sicurezza del continente.

Cosa sappiamo

La prova ha avuto una finalità tecnico-operativa. Si è trattato di un tir d’acceptation, una procedura destinata a verificare e certificare la capacità del sistema d’arma dopo il ciclo di manutenzione del Le Vigilant, rientrato in servizio dopo un’importante fase di lavori.

Durante la traiettoria, il vettore è stato seguito attraverso i sistemi di monitoraggio della Direzione generale dell’armamento francese, con il supporto della nave per prove e misurazioni Monge. L’area di ricaduta era stata predisposta nell’Atlantico settentrionale, a diverse centinaia di chilometri dalle coste.

L’M51.3 rappresenta la terza evoluzione della famiglia M51, sviluppata per equipaggiare i quattro sottomarini nucleari lanciamissili balistici della Marine nationale. La nuova configurazione è entrata in servizio operativo nell’ottobre 2025 e comprende aggiornamenti in termini di portata, precisione e capacità di penetrazione delle difese antimissile.

In configurazione operativa, il sistema integra le nuove testate nucleari oceaniche TNO-2. La Francia non ha reso pubblica una gittata specifica per l’M51.3; il dossier ufficiale sulla deterrenza francese indica per la famiglia M51 una portata nell’ordine dei 10.000 chilometri.

La componente oceanica è costituita da quattro sottomarini lanciamissili balistici. La loro permanenza in mare consente di mantenere una capacità di risposta strategica anche nell’eventualità di un attacco contro il territorio nazionale, secondo il principio della second-strike capability. La dottrina francese prevede una presenza permanente in mare di almeno un sottomarino strategico armato.

Parigi nel nuovo quadro di sicurezza europeo

La modernizzazione della capacità nucleare francese procede in una fase nella quale gli Stati europei stanno rivedendo le proprie politiche di sicurezza. La guerra in Ucraina ha riportato la dimensione nucleare nel confronto tra Russia e Paesi occidentali, mentre l’aumento delle spese militari e il rafforzamento delle capacità convenzionali stanno modificando le condizioni della sicurezza europea.

Reuters ha collocato temporalmente il lancio dopo le recenti dichiarazioni del presidente russo Vladimir Putin relative alla guerra in Ucraina e alla posizione strategica di Kaliningrad, l’enclave russa situata tra Polonia e Lituania. Il governo francese non ha presentato la prova come una risposta diretta alle dichiarazioni russe.

Il programma M51.3 segue una pianificazione pluriennale e costituisce una delle componenti del più ampio processo di rinnovamento della capacità nucleare nazionale. La Strategia nazionale di sicurezza francese aggiornata nel 2025 indica una deterrenza nucleare «credibile, indipendente e sovrana», articolata nelle componenti oceanica e aerea.

La Francia mantiene una dottrina nucleare autonoma articolata su due componenti: quella oceanica, basata sui quattro sottomarini lanciamissili balistici, e quella aerea.

Secondo i dati riportati da Reuters, l’arsenale francese conta circa 290 testate nucleari, mentre la spesa annuale destinata al mantenimento e alla modernizzazione della capacità strategica ammonta a circa 5,6 miliardi di euro.

La dimensione dell’arsenale è nettamente inferiore rispetto a quella di Stati Uniti e Russia. La dottrina francese è basata sul principio della «stretta sufficienza» e non prevede una parità quantitativa con le altre potenze nucleari. La capacità strategica viene mantenuta in funzione della possibilità di infliggere danni ritenuti inaccettabili a uno Stato che minacci gli interessi vitali della Francia.

La decisione relativa all’impiego dell’arsenale nucleare appartiene al presidente della Repubblica. La Francia mantiene inoltre il controllo nazionale della propria capacità nucleare, distinta dai meccanismi di condivisione nucleare presenti nell’Alleanza Atlantica. (elysee.fr)

Macron e l’autonomia strategica

Il presidente Emmanuel Macron ha seguito il lancio dalla fregata multimissione Auvergne e ha successivamente diffuso immagini della prova attraverso i propri canali social. Il Ministero delle Forze Armate ha confermato la presenza del presidente a bordo della fregata durante l’operazione.

La modernizzazione dell’M51.3 rientra nella politica di rinnovamento della deterrenza promossa dall’Eliseo e si collega alla posizione francese sull’autonomia strategica europea. Nel marzo 2026 Macron ha annunciato una nuova fase della politica francese di deterrenza, denominata «dissuasion avancée», mantenendo la decisione ultima sull’impiego dell’arsenale sotto l’autorità esclusiva del presidente della Repubblica.

Parigi mantiene il controllo nazionale della propria capacità nucleare e ha avviato con diversi partner europei dialoghi strategici sulla deterrenza. Francia e Germania hanno istituito un gruppo di coordinamento nucleare per discutere l’interazione tra capacità convenzionali, difesa antimissile e capacità nucleari francesi; iniziative analoghe sono state avviate con altri Paesi europei.

Reuters ha inoltre riferito delle iniziative annunciate da Macron per rafforzare la cooperazione con gli alleati europei sul tema della deterrenza.

La cooperazione europea non modifica il carattere nazionale della decisione sull’impiego dell’arsenale. La dichiarazione franco-tedesca del 2 marzo 2026 specifica che la cooperazione sulla deterrenza integra, senza sostituirla, la deterrenza nucleare della NATO e gli accordi di condivisione nucleare dell’Alleanza.

La modernizzazione della deterrenza francese

Il programma M51.3 non riguarda soltanto l’evoluzione del vettore balistico. La modernizzazione comprende le piattaforme navali, i sistemi di comando e controllo, le infrastrutture, la sensoristica, le comunicazioni e la filiera industriale necessaria a sostenere nel tempo la capacità strategica. Il programma di rinnovamento interessa inoltre le due componenti della deterrenza, oceanica e aerea.

In parallelo procede il rinnovamento dei sottomarini lanciamissili balistici e lo sviluppo di nuovi sistemi destinati alla componente aerea. Il Ministero delle Forze Armate colloca il M51.3 nel più ampio processo di mantenimento e modernizzazione della componente oceanica della deterrenza.

Il lancio del Le Vigilant ha certificato la capacità della piattaforma di impiegare la configurazione più recente dell’M51 dopo il ciclo di manutenzione. L’assenza di una testata nucleare ha confermato il carattere sperimentale e certificativo della prova.

La modernizzazione del sistema M51 procede insieme al rinnovamento delle piattaforme e delle infrastrutture della deterrenza francese, mentre Parigi mantiene la struttura nazionale della propria capacità nucleare e sviluppa parallelamente il confronto con i partner europei sulla sicurezza e sulla deterrenza nel continente.

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