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Cronaca internazionale

L’IPO miliardaria e la crescita grazie all’IA: YMTC, tutti i segreti del re cinese dei chip

Dalle vecchie fabbriche di Wuhan alla sfida ai colossi globali dei chip. Così la cinese Yangtze Memory Technologies punta a dominare il mercato

chip

La Cina ha cullato a lungo il sogno proibito di costruire un campione nazionale dei semiconduttori capace di sfidare i giganti di Stati Uniti, Corea del Sud e Giappone. Potrebbe esserci riuscita, o almeno, aver imboccato la strada giusta. Per maggiori informazioni chiedere a Yangtze Memory Technologies, nota come YMTC. Nata a Wuhan nel 2016 sulle fondamenta di un progetto industriale molto più antico, oggi, nel momento in cui scriviamo, è diventata una protagonista del mercato mondiale delle memorie NAND, ovvero i chip che salvano i dati nei nostri dispositivi. Ebbene, l’ascesa di YMTC racconta qualcosa di molto interessante: come Pechino sia riuscita a trasformare anni di investimenti, errori e dipendenza dalle tecnologie straniere in una filiera sempre più autonoma.

Dove (e come) è nata YMTC

YMTC punta alla vetta, ma per capire da dove è arrivato bisogna fare qualche passo indietro. La Cina iniziò a costruire le fondamenta dell’industria nazionale dei semiconduttori con il Project 908, lanciato nel 1990 con 2 miliardi di yuan: fu uno dei primi grandi tentativi del Dragone culminato con la costruzione di una fabbrica per produrre chip a Wuxi. Il successivo Project 909 accelerò il processo di sviluppo ma finì per scontrarsi con il crollo del mercato delle memorie. Queste due esperienze avrebbero insegnato a Pechino che, per competere in campo internazionale sul fronte chip, sarebbero servite fabbriche ma anche tecnici, capitali e una capacità industriale costruita nel tempo.

A Wuhan, nel 2006, per la precisione nella zona di sviluppo di East Lake, le autorità cinesi investirono 10,7 miliardi di yuan nella costruzione di Wuhan Xinxin, o XMC, una fabbrica di semiconduttori che iniziò a produrre nel 2008. Partì molto al di sotto delle attese, con circa 3.000 wafer al mese contro i 20-25 mila previsti, ma negli anni accumulò proprio quelle competenze tecniche, quel personale e quei rapporti con fornitori che sarebbero serviti alla fase successiva. A questo punto la storia di YMTC si collega direttamente a quella di XMC: nel 2016 Pechino scelse proprio quella fabbrica e quella base industriale per costruire il nuovo campione nazionale delle memorie NAND.

Il campione cinese dei chip

La svolta sarebbe arrivata nel 2016, quando Pechino assegnò a Wuhan il National Memory Base, un investimento programmato da 160 miliardi di yuan. Il 26 luglio di quello stesso anno nacque ufficialmente YMTC, sostenuta da Tsinghua Unigroup e altre autorità locali. La missione era chiarissima: costruire un campione nazionale della NAND, la memoria non volatile utilizzata in smartphone, computer, SSD e data center.

Il grande jolly tecnologico adottato da YMTC sarebbe coinciso con Xtacking, una particolare architettura che consente di produrre separatamente la matrice della memoria e la logica periferica, per poi unirle, permettendo di ottimizzare i due processi in parallelo. YMTC passò così dai 32 strati del 2017 ai 64 e poi alle generazioni successive. La società sostiene che Xtacking possa ridurre di almeno tre mesi lo sviluppo di un prodotto e del 20% il ciclo produttivo. La tecnologia è diventata così il principale strumento con cui un’azienda partita in ritardo ha cercato di accorciare la distanza dai colossi asiatici.

Nella lista nera degli Usa

La rincorsa di YMTC sembrava aver raggiunto un punto decisivo nel 2022, quando, secondo rumors di vari media statunitensi, Apple stava testando campioni di memoria dell’azienda cinese. Pochi mesi dopo, però, Washington impose nuovi controlli sull’export verso la Cina e a dicembre inserì proprio YMTC nella Entity List, limitandone l’accesso a tecnologie e apparecchiature americane. La risposta è stata accelerare sulla filiera domestica.

Sarebbe servito a poco, almeno a giudicare dai numeri sui quali può contare YMTC, che, nel momento in cui scriviamo, dispone di due fabbriche con una capacità complessiva di circa 200.000 wafer al mese e che una terza fabbrica dovrebbe raggiungere 50.000 wafer mensili nel 2027. Non solo: secondo Counterpoint Research nel secondo trimestre del 2026 YMTC ha conquistato il 14% delle spedizioni mondiali di NAND, entrando per la prima volta nella top tre dietro a Samsung (25%) e SK hynix e Solidigm (22%).

Il boom dell’intelligenza artificiale e l’IPO da record

L’intelligenza artificiale sta trasformando il mercato della NAND. Nel secondo trimestre gli SSD enterprise hanno rappresentato il 48% di tutti i bit NAND spediti nel mondo, quasi il doppio rispetto al 26% di un anno prima. Ecco: YMTC vuole sfruttare questa domanda per fare l’ultimo salto.

La società ha presentato un progetto di quotazione a Shanghai da 33 miliardi di yuan, circa 4,9 miliardi di dollari, destinato soprattutto all’ammodernamento delle linee produttive e alla ricerca. Per il Financial Times, durante gli incontri preparatori all’IPO YMTC avrebbe indicato l’obiettivo di diventare il primo produttore mondiale di NAND entro la fine del 2027, superando Samsung e SK hynix. In caso di riuscita YMTC diventerà a tutti gli effetti uno dei principali strumenti attraverso il quale Pechino renderà la propria industria dei semiconduttori meno dipendente dall’estero.

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