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Ansa

Giorgetti avverte l’Ue: “Nuova flessibilità per aiutare le famiglie, se dice no sbaglia”

Il ministro dell’Economia chiede di poter utilizzare la Nec per sostenere le famiglie colpite dallo shock. Trattativa ancora aperta con la Commissione europea

Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, nelle repliche nell’audizione in commissione Bilancio di Camera e Senato sul Documento programmatico di finanza pubblica 2026 ha spiegato che è “stata richiamata la perdita del potere d’acquisto, le bollette. Vorremmo che ci sia la possibilità di utilizzare la Nec anche per far fronte temporaneamente (spero che la situazione si risolva prima del 2028) per andare incontro alle esigenze delle famiglie che hanno avuto questo tipo di shock. Se in Europa dicono no, non c’è problema, le famiglie sopportino, ecco secondo me è una scelta sbagliata”.

Il ministro ha spiegato anche che “anche alcune delle proposte che ci ha inviato l’onorevole Schlein sono state prese in considerazione”. E ha poi aggiunto: “Come mi sono impegnato a promuovere l’attivazione della Nec, mi sono impegnato anche per dare una interpretazione ragionevole esattamente a quella Nec, perché io vivo in mezzo alla gente normale e cerco di portare nelle sedi internazionali i ragionamenti che arrivano dall’esperienza concreta. Non so se ce la faremo, ma questo è il motivo per cui oggi vi dico può darsi che tra due settimane avrà una conformazione o un’altra”.

Per terminare la manovra, “cercheremo di arrivare entro il 20 ottobre, però questa vicenda” della Nec, ”è una vicenda che oggettivamente ci condiziona”, quindi si potrebbe andare oltre: “Io vorrei presentare una legge di bilancio che abbia dei contorni definiti, se non so dove muovermi è un po’ più complicato. La discussione con la Commissione sta andando avanti, ci sarà un consiglio europeo in settimana, magari anche i leader ne parleranno”.

Sul Safe, invece, ha confermato che “lo abbiamo chiesto, per 8 miliardi e c’è la procedura in corso. Vediamo quando arriverà e soprattutto se potrà essere utilizzato anche sulla flessibilità, ribadisco non su spesa supplementare ma su spesa militare già esistente”. Sul payback sanitario, invece, il ministro dell’Economia ha sottolineato di non voler fare polemiche con il passato ma ha voluto evidenziare che “ci siamo fatti carico di una misura che oggettivamente ha creato distorsioni pazzesche. Abbiamo tappato un buco del 2018 e stiamo lavorando per tappare il buco dal 2019 in avanti rispetto alle sentenze sul contenzioso che era stato alimentato dalle imprese. Siamo consapevoli della scadenza del 31 dicembre 2026 per cercare di dare un orizzonte di certezze al sistema delle imprese che lavora in questo settore”.

Rispondendo sulla possibilità di uscire dalla procedura per deficit eccessivo nel prossimo anno, dopo quanto accaduto di recente, Giorgetti ha preferito essere cauto: “In base ai nostri dati potremmo uscire. Da piccolo mi hanno insegnato a rispettare gli arbitri e io rispetto gli arbitri”. Il ministro ci ha anche tenuto a ribadire che “abbiamo cercato di mantenere lo stesso livello di investimenti, con coefficienti di moltiplicatore potenziali, perché una cosa che non potete contestare al governo, soprattutto l’opposizione, è che gonfiamo i numeri. Non sono mai venuto qua a raccontarvi Pil o numeri di fantasia. Al contrario, abbiamo sempre dovuto adeguare al rialzo le previsioni del governo”. La crescita dell’1% con la vecchia Europa che “fa fatica a crescere” e “la situazione internazionale” è “un mezzo miracolo che nonostante i nuvoloni che ci stanno attorno vada ancora così”.

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