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Un anno e mezzo di Sant, la commissione permanente di salute pubblica dell'Ue

Uno dei più fervidi promotori della Commissione (nata ufficialmente a fine Gennaio 2025) è il Professor Ignazio Marino, che fin da subito ne ha sottolineato l’importanza. Compito precipuo del gruppo di lavoro comunitario è agevolare l’accesso alle cure in maniera uguale per tutti i cittadini dell’Unione. Ma non solo

Il Covid ha lasciato tanti segni indelebili. Alcuni di questi, tuttavia, possono essere considerati in un certo senso “positivi”. Come la costituzione di una Commissione permanente di Salute pubblica in seno al Parlamento europeo, in acronimo SANT.

Non che un’istituzione a Strasburgo non esistesse. Tuttavia, dopo appunto la triste esperienza della pandemia da Covid 19, si è avvertita l’esigenza innanzitutto di “elevarla” da Sottocommissione (che faceva capo all’Ambiente) a Commissione (dal 18 dicembre 2024, con 466 voti a favore, 161 contrari e 40 astenuti), rappresentata da 43 europarlamentari espressione di tutti gli Stati membri.

Uno dei più fervidi sostenitori dell’istituzione (o, forse, sarebbe più corretto parlare di “trasformazione”) di questo gruppo di lavoro permanente è il Professor Ignazio Marino, già sindaco di Roma e medico, che fin da subito ha sottolineato l’importanza della Commissione, il cui compito precipuo è agevolare l’accesso alle cure in maniera uguale per tutti i cittadini dell’Unione.

Non solo cure, tuttavia. Proprio perché, ancora una volta, gli anni della pandemia hanno (o dovrebbero avere) insegnato qualcosa, fondamentale è il “farsi trovare pronti, in maniera univoca – continua il Professor Marino – qualora un’altra situazione analoga al Covid 19 si dovesse ripresentare con una pianificazione uniforme per fronteggiare l’emergenza”.

Diverse sono le iniziative portate avanti dalla Commissione permanente con una prima serie di obiettivi (un piano Ue per le malattie rare, una strategia globale per la salute delle donne, un piano europeo per sconfiggere il cancro, norme sull’assistenza sanitaria transfrontaliera, una strategia Ue per le malattie cardiovascolari) e una seconda serie. Alcune portate avanti dallo stesso Professor Marino: “Su mia proposta, la Commissione ha deliberato di promuovere e finanziare uno studio sulla salute mentale degli adolescenti i cui esiti potrebbero portare all’emanazione di una nuova legge a tutela della salute mentale degli adolescenti europei. Una necessità impellente, se consideriamo che – dati Oms – sotto i 20 anni una persona su sette presenta un disturbo mentale”.

Di recente, la SANT è approdata Oltreoceano con degli incontri a Washington e Pittsburgh dedicati alla salute pubblica. “La pandemia ci ha insegnato una cosa semplice – ha ribadito il Professor Marino -: nessun Paese può proteggersi da solo. Virus e patogeni non si fermano ai confini e la sicurezza sanitaria richiede ricerca, prevenzione, condivisione dei dati, accesso ai farmaci e reti internazionali solide. La salute globale non è un tema astratto: riguarda la capacità di curare, prevenire e intervenire prima che una crisi diventi emergenza”.

In un’epoca in cui sempre più spesso si parla di Intelligenza Artificiale anche la Commissione permanente è stata coinvolta, invitata dal Parlamento europeo ad introdurre norme specifiche, prospettando anche un regime di responsabilità oggettiva. Un’esigenza importante, poiché il Regolamento Ue n. 1689/2024 classifica l’ambito sanitario come settore ad “alto rischio”. “È importante che se ne parli e che si agisca – conclude il Professor Marino -. Basti pensare che, negli ultimi mesi l’amministratore delegato di alcuni ospedali dello Stato di New York ha annunciato che prevede, nell’arco di qualche anno, disfarsi di tutti i medici che lavorano in radiologia per sostituirli con la lettura dei referti affidata all’IA. Quasi contemporaneamente, uno studio dell’Università di Stanford ha dimostrato che l’IA nel leggere le mammografie diviene inattendibile (rispetto alla lettura di un radiologo) quando “non riesce a leggere”.

In questi casi, l’IA non accetta di fallire e quindi “inventa” una diagnosi. In altre parole, appare davvero pericoloso affidarsi all’Intelligenza Artificiale non accompagnata dalla lettura delle lastre fatta da un medico specializzato in radiologia”.

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