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Artemis III, quanto guadagnano gli astronauti della missione verso la Luna? Il caso Luca Parmitano

Dalla storica missione Artemis III agli stipendi degli astronauti tra salari, indennità e benefit. Ecco quanto guadagna Luca Parmitano, il primo europeo scelto come pilota di una missione Artemis

Esa (X)
Esa (X)

Dopo l'annuncio ufficiale della NASA, Artemis III è già entrata nella storia dell'esplorazione spaziale. La missione rappresenta uno dei passaggi più importanti del programma Artemis, il grande progetto internazionale che punta a riportare l'uomo sulla Luna e a preparare le future esplorazioni verso Marte. A rendere l'evento ancora più significativo per l'Europa e per l'Italia è la presenza di Luca Parmitano, scelto come pilota della missione e unico astronauta europeo a bordo dell'equipaggio. La missione, prevista non prima del 2027, sarà un banco di prova fondamentale per le tecnologie e le procedure che consentiranno in futuro nuovi sbarchi umani sul nostro satellite. L'equipaggio sarà composto dal comandante Randy Bresnik, dal pilota Luca Parmitano e dagli specialisti di missione Andre Douglas e Frank Rubio. Il loro compito sarà quello di testare sistemi complessi, procedure di aggancio e coordinamento tra i diversi veicoli spaziali coinvolti nel programma Artemis. Nel presentare la missione, l'amministratore della NASA Jared Isaacman ha sottolineato che "Artemis III dimostrerà la potenza dell'innovazione americana e della collaborazione internazionale mentre testeremo operazioni di rendez-vous e attracco estremamente complesse e svilupperemo le tecnologie che un giorno ci porteranno ancora più lontano nel Sistema Solare".

Quanto guadagna un astronauta della NASA

Quando si parla di missioni spaziali così ambiziose, una delle curiosità più frequenti riguarda gli stipendi degli astronauti. Nel caso della NASA, gli astronauti sono dipendenti federali degli Stati Uniti e vengono inquadrati secondo il sistema retributivo General Schedule (GS). Gli stipendi variano generalmente tra i 90 mila e i 150 mila dollari l'anno, a seconda dell'esperienza, del grado e dell'anzianità di servizio. Un aspetto che sorprende molti è che non esistono bonus specifici per le missioni spaziali né compensi aggiuntivi per il rischio affrontato. Gli astronauti continuano a percepire il normale stipendio previsto dal loro inquadramento professionale, anche durante missioni considerate tra le più complesse e pericolose mai realizzate. In compenso, beneficiano della copertura sanitaria governativa, dei contributi pensionistici e di una serie di tutele previste per il personale federale.

Gli stipendi degli astronauti ESA

Diversa la situazione per gli astronauti dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA), che seguono una propria scala retributiva. La posizione di astronauta è infatti inserita nelle fasce A2, A3 e A4. Gli astronauti all'inizio della carriera vengono generalmente assunti nel livello A2, con una retribuzione netta che può partire da circa 5.100-5.400 euro al mese. Dopo il completamento dell'addestramento si accede normalmente al grado A3, che può arrivare fino a circa 6.650 euro netti mensili. Per gli astronauti con esperienza di volo spaziale è previsto invece il livello A4, il più alto della carriera operativa, con stipendi che oscillano generalmente tra 6.800 e 8.600 euro netti al mese, a seconda dell'anzianità e dell'esperienza maturata. A questi importi si aggiungono adeguamenti salariali annuali, premi legati alle performance e una serie di benefit riservati al personale dell'Agenzia Spaziale Europea. Gli astronauti ESA hanno infatti lo status di funzionari internazionali e godono di un regime fiscale particolare che li esenta dall'imposta sul reddito nazionale nei Paesi membri dell'Agenzia.

Indennità, benefit e agevolazioni

Lo stipendio base rappresenta soltanto una parte del trattamento economico complessivo. Chi lavora per l'ESA lontano dal proprio Paese può beneficiare dell'indennità di espatrio, di contributi per l'istruzione dei figli e di un pacchetto dedicato al trasferimento che comprende il rimborso delle spese di trasloco, assistenza per trovare un'abitazione e un'indennità di insediamento. Non mancano poi assegni familiari, asili aziendali, sei settimane di ferie retribuite all'anno e dodici giorni di festività. Per il personale espatriato è inoltre previsto, ogni due anni, un viaggio pagato per il rientro nel Paese d'origine insieme alla propria famiglia, accompagnato da ulteriori giorni di permesso.

Il caso Luca Parmitano

Tra gli astronauti europei, Luca Parmitano rappresenta uno dei profili più prestigiosi. Nato a Paternò nel 1976, pilota collaudatore sperimentatore e ufficiale dell'Aeronautica Militare italiana, è stato selezionato dall'ESA nel 2009 e ha già partecipato a due missioni spaziali. Nel corso della sua carriera ha trascorso complessivamente 366 giorni nello spazio ed è diventato il primo italiano a comandare la Stazione Spaziale Internazionale. Durante l'annuncio del suo coinvolgimento in Artemis III, Parmitano non ha nascosto l'emozione, dichiarando: "Mi scuso per essere così emozionato". Una frase che racconta meglio di qualsiasi cifra quanto rappresenti questa missione per un astronauta che ha già scritto pagine importanti della storia spaziale europea.

Quanto guadagna l’astronauta italiano

Parmitano rientra nella fascia A4 dell'ESA, riservata agli astronauti con esperienza di missione. Il suo stipendio legato all'Agenzia Spaziale Europea viene stimato tra gli 82 mila e i 92 mila euro netti l'anno. Tuttavia il suo caso è particolare perché continua a ricoprire anche il ruolo di ufficiale dell'Aeronautica Militare italiana. Pur non essendo pubblici tutti i dettagli della sua situazione retributiva, le stime più accreditate indicano che il compenso complessivo possa superare i 100 mila euro annui considerando anche il trattamento economico derivante dalla carriera militare.

Una missione che vale più di uno stipendio

Al di là delle cifre, Artemis III rappresenta soprattutto un traguardo professionale e scientifico straordinario. Per Luca Parmitano sarà l'occasione di diventare il primo astronauta dell'ESA a ricoprire il ruolo di pilota in una missione Artemis, confermando il crescente peso dell'Europa nel programma lunare della NASA. Un incarico che porta con sé responsabilità enormi e che testimonia come esperienza, preparazione e anni di addestramento possano portare un ragazzo siciliano a diventare uno dei protagonisti della nuova era dell'esplorazione spaziale.

Perché se è vero che gli astronauti vengono pagati per il loro lavoro, è altrettanto vero che poche professioni al mondo permettono di guardare la Terra da centinaia di chilometri di distanza e contribuire a scrivere il futuro dell'umanità nello spazio.

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