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"Vivo in 8 metri cubi": così Parmitano si prepara ad andare sulla Luna

L’astronauta italiano ha raccontato qual è stato il primo approccio con la navicella Orion che riporterà l’uomo sulla Luna con la prossima missione Artemis III: ecco di cosa dovrà occuparsi

"Vivo in 8 metri cubi": così Parmitano si prepara ad andare sulla Luna
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L’emozione per qualcosa di enorme che era inatteso. Luca Parmitano ha palesato in mondovisione, 4 giorni fa, tutta la gioia per essere stato nominato pilota della missione Artemis III che riporterà l’uomo sulla Luna non prima del mese di giugno 2027. Sebbene il tempo a disposizione sia tanto, i professionisti prescelti per la missione hanno già cominciato il loro addestramento.

L’esperienza di Parmitano

“Sono entrato per la prima volta nella navicella Orion e posso dire che è stato un salto nel futuro dopo due missioni con la Soyuz che, nonostante gli aggiornamenti, era una navicella disegnata mezzo secolo fa”, ha raccontato l’astronauta italiano al Corriere della Sera aggiungendo dettagli interessanti e spiegando che, dopo tutto, non si sta così stretti. L’interfaccia di navigazione è molto confortevole. Come anche quella che chiamiamo l’integrazione uomo-macchina. Siamo rimasti dentro dalle 8 del mattino alle 4 del pomeriggio: da oggi mangerò Orion a colazione, pranzo e cena”.

La grandezza di Orion

Fino ad oggi sono state realizzate tre navicelle Orion complete e abilitate al volo, mentre altre sono in fase di produzione per le future missioni lunari del programma. Se la navicella del programma Artemis II ha portato quattro astronauti intorno alla Luna in un viaggio di 10 giorni che si sono conclusi con un ammaraggio nell'Oceano Pacifico, la capsula del programma Artemis III è attualmente in fase di preparazione per la futura missione sulla superficie lunare.

“Sono circa otto metri cubi. Il grande o piccolo dipende dalle aspettative ma per un missione di breve durata come questa non è pochissimo. Abbiamo già provato a coordinarci all’interno”, ha spiegato Parmitano.

Il ruolo nella navicella

AstroLuca, come viene chiamato spesso sul web, ha spiegato al quotidiano cosa si intende quando si parla di ruolo di pilota nella missione. “Nell’astronave Orion, il posto numero uno è quello del comandante, Randy Bresnik, che chiamiamo tutti già “commander - ha affermato - il secondo posto è quello del pilota, dunque il mio. Il comandante e il pilota hanno accesso agli stessi sistemi, sia comandi di volo e interfaccia comandi e controlli, sia i comandi di volo per il volo manuale. L’Orion deve essere pilotata da due persone perché è molto complessa come navicella: una persona può farlo ma con molte difficoltà. Di fatto sarò il responsabile delle operazioni di avvicinamento, aggancio e stacco”.

Trattandosi di una missione inedita, Parmitano ha aggiunto che saranno loro stessi a indicare e scrivere su pagine bianche delle procedure che, al momento, non esistono.

“È questo il lavoro del pilota sperimentatore, la mia specialità. Di fatto faremo qualcosa che non è mai stato fatto anche se saremo su un’orbita terrestre. Dovremo definire le operazioni che poi, in seguito, andranno ripetute sulla Luna”.

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