Un messaggio di saluto agli studenti che si trasforma in un caso politico e mediatico, aprendo il dibattito sui confini e il ruolo della funzione docente. Al centro della vicenda, esplosa in un liceo classico di Roma, dove insegna un professore di latino e greco con una nota passione politica e un passato da candidato alle elezioni municipali per la sinistra. Una lettera anonima consegnata al quotidiano Il Tempo ha rivelato i contenuti di una mail inviata dal docente agli studenti da poco maturati e da qui è nata la polemica.
Negli auguri ai suoi ormai ex studenti, il docente ha inserto una riflessione nettamente orientata sulla situazione mediorientale: “Cari ragazzi e care ragazze, non dimenticate lo sterminio di Gaza e i suoi responsabili”. E ancora: “Non dimenticate i responsabili: le donne e gli uomini di potere dei paesi cosiddetti civili e democratici, non solo chi ha premuto il grilletto, lanciato missili, sganciato bombe, guidato droni, ma anche chi ha prodotto e venduto armi, chi ha avuto responsabilità politiche, chi ha lucrato dividendi e fatto profitti, e chi è rimasto ignavo a guardare senza fare niente”. Quindi, si legge: “Quando vi capiterà di vedere la faccia rapace di uno dei potenti di oggi, guardatelo negli occhi ricordando la ‘Primavera hitleriana’ di Montale: il muso dei capretti uccisi e la sagra dei miti carnefici. E soprattutto: più nessuno è incolpevole”.
L’iniziativa ha sollevato interrogativi sull’opportunità di tali esternazioni e sulla neutralità dell’insegnamento, spingendo le istituzioni ad avviare un formale approfondimento. L’Ufficio Scolastico Regionale del Lazio ha così preso l’iniziativa per disporre una serie di audizioni informative. Abbiamo raggiunto telefonicamente Anna Paola Sabatini, direttore generale dell’Usr Lazio, la quale ci ha spiegato che, a fronte della segnalazione a a Il Tempo, dove erano “riportate, seppure in forma anonima, delle dichiarazioni che potevano apparire forti, a tutela di tutti, abbiamo fatto un approfondimento della situazione. Era un atto dovuto” proprio per la risonanza del quotidiano nazionale che ha riferito la notizia.
Nel frattempo, se da una parte quella lettera ha indignato tanti, diversi insegnanti, famiglie e gruppi studenteschi hanno espresso solidarietà al professore, mentre le opposizioni parlamentari hanno colto l’occasione per attaccare il governo e il ministero. La parlamentare del Partito Democratico Patrizia Prestipino è arrivata a chiedere: “Siamo in democrazia o in dittatura?“, affiancata da esponenti del Movimento 5 Stelle e di Alleanza Verdi e Sinistra che hanno parlato di un attacco alla libertà di espressione.
