Il bacio. Non c’entra il celebre quadro di Francesco Hayez che si trova alla Pinacoteca di Brera e che il direttore, il mio amico Angelo Crespi, ha certificato come la maggiore attrazione per i turisti. Invece un gruppo di ricercatori ha stabilito scientificamente che cos’è un bacio, specificando tra l’altro che deve avvenire bocca contro bocca, senza aggressività e senza passaggio di cibo (quindi già i baci tra Mickey Rourke e Kim Basinger in Nove Settimane e mezzo non vanno bene). Secondo me era necessario, altrimenti mezza umanità avrebbe dovuto riclassificare la cena della nonna come preliminare sessuale. Dalla ricostruzione evolutiva risulta inoltre che probabilmente si baciavano già i Neanderthal (il che in realtà non è una novità, abbiamo tutti il 3% di Neanderthal nel DNA, quindi siamo andati ben oltre il bacio, e alcuni ce li siamo anche mangiati). Piccola nota scientifica: i cani ci leccano la bocca perché vogliono che rigurgitiamo cibo, non sono proprio baci, tuttavia essendo anche noi animali e avendo tutti un antenato in comune l’origine del bacio umano è quella.
I serpenti velenosi. Per capire quando un serpente decide di mordere alcuni scienziati hanno adottato un metodo sperimentale che non sarebbe venuto in mente neppure a Giucas Casella (a proposito, che fine ha fatto?): pestarlo. Hanno premuto il piede in varie zone del corpo dei serpenti, cambiando temperatura e condizioni, per vedere quando questi reagivano (mi auguro che prima gli abbiano tolto il veleno, oppure no, nel caso si sono sacrificati per la scienza).
Le zanzare morte trasformate in stampanti 3D. Le zanzare le odiamo tutti e in molte parti del mondo la scienza ha trovato il modo di sterminarle. Qui alcuni ricercatori hanno
utilizzato la proboscide delle zanzare come micro-ugello per la stampa tridimensionale, procedimento chiamato “necroprinting”. Questo lo trovo stupendo perché fa capire bene come ragiona uno scienziato serio: mentre noi di notte sentiamo Zzzz vicino all’orecchio e ci prendiamo a schiaffi, uno di loro ha pensato: ma se usassi la proboscide per la mia stampante?
L’orinatoio che non schizza. Non è quello di Duchamp. Un team ha studiato con la fluidodinamica quale forma debba avere un orinatoio per ridurre al minimo gli schizzi, secoli di meccanica dei fluidi, da Bernoulli in poi, e loro applicano tutto a un cesso. Comunque più utile di andare su Marte, grazie a loro riusciremo a andare in bagno senza uscirne umiliati (io mi sarei più concentrato su un sistema per correggere la mira degli orinanti maschi negli autogrill).
Le mutande sepolte. Questa è strepitosa: mille paia di mutande di cotone sono state sotterrate in più di venticinque Paesi per misurare l’attività biologica del terreno: più i microrganismi le degradano, più il suolo è vivo. Non servono più satelliti, spettrometri, rivelatori, supercomputer, simulazioni AI, per capire se la Terra sta bene può bastare sotterrare un paio di mutande e tornare dopo due mesi.
L’odore degli adolescenti. Questa la sanno tutti i genitori. Comunque sia una ricerca ha confermato che i genitori tendono ad apprezzare molto l’odore dei neonati e molto meno quello dei figli adolescenti. Insomma, una ricerca replicabile in qualsiasi casa dotata di un quattordicenne e di una porta della cameretta.
Gli amici ideali. Un altro studio ha scoperto che vogliamo amici gentili con noi e però non necessariamente gentili con tutti e anzi, ci piace che sappiano essere ostili verso le persone che detestiamo. Condivido. Se non ami chi odio io che amico sei?
I ricchi e le caramelle dei bambini. Alcuni esperimenti hanno mostrato che persone di status sociale più elevato possono assumere comportamenti meno etici, arrivando anche a prendere più caramelle da una ciotola dichiaratamente destinata ai bambini. Il capitalismo spiegato non da Marx ma da un vassoio di Haribo.
Il latte di scarafaggio. Una specie di scarafaggio produce per i propri embrioni cristalli proteici estremamente energetici, al punto che la ricerca ha immediatamente generato titoli sul possibile “superfood del futuro”. Tranquilli: nessuno vi servirà domani un cappuccino allo scarafaggio (tanto, dopo il latte d’avena, e il latte di ogni cosa, il confine psicologico è comunque compromesso). Aggiungerei anche un premio Gregor Samsa, lo scarafaggio preferito di tutti (latte Samsa funzionerebbe, forse, Kafka piace a tutti anche se hanno letto solo la metamorfosi e conoscono solo l’espressione “situazione kafkiana”).
Come soffiarsi il naso. È stato premiato anche uno studio aerodinamico sul soffiarsi il naso. Il giapponese Tokuji Unno, nel 1977 studiò aerodinamicamente che cosa accade quando ci soffiamo il naso. Niente di utile in pratica, narice destra, narice sinistra, però il titolo del lavoro, meravigliosamente definitivo, serissimo: How to Blow the Nose — An Aerodynamic Study of the Nose Blowing. Purtroppo è un premio postumo, l’autore è morto. Non so se soffiandosi troppo il naso.
