Su quel lago del lago di Como che guarda ad Oriente, il cancello rosso è rimasto dov’era. …Dal 1921 segna l’ingresso dello stabilimento Moto Guzzi di Mandello del Lario e per generazioni di motociclisti è diventato una specie di confine: da una parte il paese, dall’altra il luogo dove nasce il mito dell’Aquila.
Oggi, dietro quel portone, è cambiato quasi tutto. Dopo cinque anni di lavori e oltre 50 milioni di euro d’investimenti, il Gruppo Piaggio ha inaugurato la nuova casa di Moto Guzzi: una fabbrica moderna, un museo di 3.000 metri quadrati e oltre 4.200 metri di spazi aperti al pubblico. Un progetto che porta la firma dell’architetto americano Greg Lynn e che rappresenta anche una precisa scelta industriale: continuare a produrre le Moto Guzzi a Mandello, nello stesso luogo in cui nacquero 105 anni fa.La nuova fabbrica conta 5.500 metri quadrati di edifici industriali aggiuntivi, per una superficie complessiva di 38 mila metri quadrati. Le linee automatizzate per l’assemblaggio dei motori sono collegate a quella finale attraverso un sistema robotizzato. A fine produzione entrano in azione i Kilo, droni terrestri sviluppati a Boston da Piaggio Fast Forward, che prendono in consegna le motociclette e le accompagnano ai collaudi, riducendo il carico fisico per i lavoratori.

Sul tetto sono stati installati 1.300 metri quadrati di pannelli fotovoltaici, mentre gli ambienti sfruttano la luce naturale e sono realizzati in classe energetica A. La capacità produttiva è stata portata oltre le 30 mila moto all’anno.Sono numeri che acquistano un significato particolare e che pesano in una fase nella quale una parte dell’industria europea delle due ruote guarda sempre più spesso verso l’Asia e altre aree a basso costo. Piaggio ha invece scelto di investire in Italia e di conservare a Mandello non soltanto il marchio, ma anche progettazione, produzione e competenze.Il progetto era stato annunciato nel 2021 da Roberto Colaninno come uno dei cardini del secondo secolo di Moto Guzzi.

A portarlo a compimento sono stati i figli Matteo e Michele, oggi rispettivamente presidente esecutivo e amministratore delegato del Gruppo Piaggio. “È con grande orgoglio e un poco di follia che inauguriamo la nuova vita di Moto Guzzi”, ha spiegato Michele Colaninno. “Abbiamo saputo coniugare il metallo e i robot, il silenzio e l’arte”.Alla cerimonia hanno partecipato anche il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, il sindaco di Mandello Riccardo Fasoli e le autorità del territorio. Una presenza tutt’altro che formale: da oltre un secolo la storia dello stabilimento e quella del paese procedono insieme. Moto Guzzi non è soltanto un’azienda insediata a Mandello, ma parte della sua stessa identità.Greg Lynn ha cercato di conservare questo legame facendo dialogare gli edifici storici con le strutture contemporanee. Il museo raccoglie oltre 160 motociclette restaurate, dalla G.P., prototipo dal quale ebbe origine la Casa, alle protagoniste dei 14 titoli mondiali conquistati nel Motomondiale. Dalle sale è possibile guardare direttamente le nuove linee produttive, unendo nello stesso colpo d’occhio una moto storica e una che la storia la deve ancora scrivere.

Anche i particolari architettonici richiamano la meccanica. I lucernari del museo riprendono il disegno dei terminali di scarico della Griso. Una soluzione che ricorda, per ambizione, quella adottata nella fabbrica Bugatti di Campogalliano voluta da Romano Artioli, dove l’architetto Giampaolo Benedini disegnò il soffitto ispirandosi alle ruote della Bugatti Type 59.
Il complesso comprende inoltre la restaurata galleria del vento, inaugurata negli anni Cinquanta, una terrazza sulla piazza centrale, un auditorium, la caffetteria, il Motoplex Store e una sala nella quale i clienti potranno ritirare la propria motocicletta direttamente nel luogo in cui è stata costruita.La nuova Moto Guzzi nasce così dall’incontro fra un impianto produttivo avanzato e un luogo aperto agli appassionati. Non è soltanto una fabbrica più efficiente o un museo più grande. È la dimostrazione che la storia industriale italiana può diventare la base di un investimento, anziché il pretesto per celebrare qualcosa che non esiste più.Il cancello rosso, infatti, è rimasto al suo posto. Ma questa volta non protegge soltanto il passato. Si apre sul futuro.
