Dietrofront. Eni riapplica il price cap alla pompa, che era saltato dopo l’azzeramento del taglio delle accise mobili facendo risalire il prezzo fino a 2,25 euro al litro. La mossa a sorpresa ha riportato il prezzo a 2,19 euro al litro per il gasolio, nonostante la nuova impennata delle quotazioni internazionali del petrolio.
L’effetto principale di questa decisione è la discesa dei prezzi medi dei carburanti in modalità self service lungo la rete stradale nazionale che questa mattina, 9 ottobre, sono pari a 2,035 euro al litro per la benzina (-2 millesimi rispetto a ieri), 2,258 €/l per il gasolio (-3), 0,768 €/l per il Gpl (invariato) e 1,916 €/kg per il metano (+2).Un quadro positivo anche se, come precisa Staffetta Quotidiana, c’è un effetto collaterale da non sottovalutare: per i concorrenti (Ip, Q8 e Tamoil)si fa sempre più difficile tenere il passo di Eni: sommando la quotazione Cif Med del gasolio, l’accisa e l’Iva, questa mattina si ottiene un prezzo di 2,197 euro, appena sette millesimi sopra il tetto Eni. Sette millesimi che dovrebbero coprire tutti i costi e i margini di distribuzione.
Intanto, in mattinata, è andato in scena il confronto Assopetroli-Assoenergia: ‘’Sostenere famiglie e imprese attraverso il contenimento dei rialzi dei prezzi dei carburanti resta il principio confermato nel corso dell’incontro svoltosi in un clima costruttivo”, spiega una nota dell’associazione. Eni ha confermato la volontà di supportare i propri partner, tanto sulla rete quanto nell’extrarete, anche al fine di favorire l’estensione dei benefici del contenimento dei prezzi a una platea più ampia di famiglie e imprese’’, conclude.
