La crescita dei risultati si traduce in una distribuzione di utili più generosa per gli azionisti e in un messaggio che guarda oltre i confini nazionali. L’assemblea di Fininvest ha approvato il bilancio 2025 deliberando un dividendo complessivo di 150 milioni di euro, in aumento rispetto ai 100 milioni distribuiti lo scorso anno e ai 51 milioni del 2024. Un incremento che conferma il momento positivo della holding della famiglia Berlusconi e che arriva in una fase in cui il gruppo continua a rafforzare la propria presenza nei settori dei media, dell’editoria e dell’intrattenimento.
Cedola record per gli eredi
L’utile distribuito sarà ripartito tra i cinque figli del fondatore Silvio Berlusconi, oggi azionisti della holding. Dopo la scomparsa dell’ex presidente del Consiglio, Marina e Pier Silvio Berlusconi detengono quote paritetiche del 26,5% ciascuno, arrivando così a rappresentare complessivamente circa il 53% dei diritti di voto. Il restante 47% fa invece capo a Barbara, Eleonora e Luigi Berlusconi, che condividono la partecipazione nella società. La crescita del dividendo rappresenta un ulteriore segnale della solidità finanziaria della holding e della capacità di generare valore per gli azionisti.
La sfida europea secondo Marina Berlusconi
Al termine dell’assemblea, Marina Berlusconi ha legato la crescita del gruppo a una riflessione più ampia sul futuro industriale dell’Europa. “Se vogliamo che l’Europa possa avere il ruolo da protagonista che meriterebbe, occorre anche creare le condizioni perché nascano gruppi imprenditoriali in grado di competere con i giganti globali, che dispongono di risorse e posizioni dominanti senza precedenti”, affermato la presidente di Fininvest e Mondadori. “Non è solo una questione economica, è soprattutto una questione di sovranità: significa dare all’Europa la possibilità di competere e far sentire la propria voce negli equilibri internazionali”, ha aggiunto.
Mfe-Mediaset, il modello di un broadcaster europeo
Nel delineare la propria visione, Marina Berlusconi ha indicato anche il percorso di Mfe-Mediaset come esempio concreto di integrazione industriale su scala europea.
La presidente ha ricordato come il gruppo sia diventato un “broadcaster di dimensioni continentali”, presente non solo in Italia ma anche in Spagna, Germania, Austria, Svizzera e Portogallo, a conferma di una strategia orientata alla crescita internazionale e alla costruzione di operatori capaci di competere con i grandi player globali.