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Aziende

EasyJet ad Apollo per 6,6 miliardi

Previste 7,15 sterline per azione in contanti e poi arriverà il delisting. La sede centrale rimarrà nel Regno Unito

EasyJet, Castlelake offre 6 miliardi Il vettore low cost è pronto a dire sì

Dai cieli britannici all’orbita di Wall Street: la rotta di EasyJet si sposta definitivamente oltreoceano. Dopo mesi di rilanci, trattative riservate e colpi di scena tra i grandi della finanza globale, il vettore arancione di Luton si appresta a passare sotto l’ala del fondo americano Apollo. Una svolta da 6,6 miliardi di euro, maturata a stretto giro dopo il passo indietro di Castlelake, che ha preferito sfilarsi dalla corsa, lasciando strada libera ai rivali statunitensi.

L’offerta definitiva vale 5,7 miliardi di sterline (pari a 6,6 miliardi di dollari), ben superiore rispetto i 5 miliardi offerti da Castkelake. La struttura della proposta aveva l’obiettivo di andare incontro agli azionisti di EasyJet che si aspettavano almeno 7 sterline per azione: l’offerta in contanti è infatti fissata a 7,15 sterline per ogni azione ordinaria, garantendo un premio dell’81% rispetto alla quotazione di 3,94 sterline registrata lo scorso 28 maggio, prima che scattasse ufficialmente il periodo di offerta. Per gli azionisti rappresenta anche un margine superiore del 54% rispetto ai valori di fine febbraio, subito prima delle turbolenze geopolitiche in Medioriente, e anche superiore alle 6,7 sterline che ha toccato ieri a chiusura di mercato. Per chi volesse rimanere a bordo della nuova creatura societaria, Apollo ha comunque previsto la possibilità alternativa di scambiare i titoli con azioni di nuova emissione della controllante Topco, pur ponendo un tetto massimo al 49,9% del capitale sociale.

Alla base dell’operazione c’è una convinzione strategica chiara: per spiccare un ulteriore salto di qualità è necessario un delisting. Solo dopo Apollo sarà in grado di mettere a disposizione capitale fresco e garantire una pianificazione di lungo termine, offrendo al management la flessibilità necessaria per investimenti strutturali i cui frutti richiedono tempo.

Un cambio di proprietà che però punta alla continuità operativa ed evita scossoni sul fronte occupazionale e industriale. L’accordo tutela integralmente i diritti dei dipendenti, lasciando inalterata la sede centrale nel Regno Unito e confermando la piena operatività dei certificati di navigazione aerea detenuti tra Londra, Vienna e Zurigo.

Per il perfezionamento del passaggio di consegne servirà probabilmente attendere la fine del primo trimestre del 2027, ma il destino di EasyJet appare ormai tracciato: l’icona del low cost europeo si prepara a parlare americano.

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