Quel che resta dell’Ilva, l’area a freddo, parte già con un fardello: i 390 milioni di prestito ponte che la Commissione europea ha autorizzato per il salvataggio del siderurgico. Soldi evaporati per mantenere attiva la produzione fino all’ultimo, ma che oggi si rivelano sostanzialmente persi alla luce della decisione della Cassazione. Una cambiale già sul conto della newco che nascerà dalle ceneri di Taranto e quindi in capo ai privati che si presenteranno con la gara in coso la cui deadline è stata fissata entro l’8 novembre. Alla finestra si stanno scaldando Jindal e la cordata italiana guidata da Federacciai che, in queste ore, stanno definendo le formali offerte, anche alla luce di quanto reso noto il 29 ottobre dalla Cassazione. Per
Jindal che era interessata all’intero perimetro del siderurgico si tratterà di rivedere i numeri, per la cordata italiana invece di stringere con i 14 aderenti per capire davvero chi vuole entrare nel capitale della newco. In entrambi i casi l’interesse resta alto: per il gruppo indiano si tratta comunque di mettere le mani su un presidio in Europa dopo il fallimento dell’operazione con Thyssengroup e per gli italiani di poter operare nella trasformazione, soprattutto nei siti del Nord (Genova, Novi). Una cosa è certa: secondo quanto risulta al Giornale, qualsiasi privato si imponga con la gara, sarà affiancato dal pubblico che parteciperà alla newco con una quota di garanzia.
Aspettando le offerte, i commissari si preparano
in queste ore a spegnere gli altoforni mentre il Governo cerca di risolvere il rebus sul futuro. Un rompicapo che vede, almeno fino a giugno, il rischio più che concreto che la cassa integrazione salga al 100%. «Una volta arrivate le offerte - spiega una fonte - ci vorrà almeno un mese prima che i commissari le esaminino, le confrontino e le sottopongano ai sindacati. Quindi tra decisione e assegnazione, prima di 5-6 mesi non si muoverà una foglia». Far lavorare gli impianti con prodotti e bramme acquistate non è scontato e dipenderà anche dalla capienza dei fondi rimasti.
