Per l’ultimo nato ci sono voluti oltre due anni. Ma ora il nuovo Toscano è pronto, si chiama T ed è un sigaro unico per almeno due motivi. Il primo è che è stato creato direttamente dai suoi fumatori: la ricetta è nata dalle indicazioni degli appassionati, i soci del Club Amici del Toscano, che conta 70mila iscritti, dei quali 2.500 hanno risposto all’appello per la creazione di un sigaro nuovo, contribuendo a definirne il nome e l’anima. Così T è il risultato di un lento percorso, che ha rispettato i tempi naturali tipici della nascita di un Toscano, coinvolgendo l’intera filiera: dai coltivatori che hanno seguito la crescita delle piante, al Blender che ha tradotto i desideri del Club in una ricetta precisa, fino alle sigaraie delle Manifatture di Lucca e infine ai tabaccai. L’esito finale è un formato robusto, caratterizzato da una pancia più grande del normale e da punte maggiorate, realizzato a mano e questa è la sua seconda unicità - per la prima volta con una miscela di tabacco Kentucky esclusivamente nordamericano, mentre per la fascia sono state selezionate foglie scure, pregiate e resistenti. Si tratta di un’edizione limitata, in vendita in una confezione di 6 pezzi a 45 euro. «Questo non è semplicemente un sigaro pensato per gli appassionati, ma proprio creato insieme a loro - ha commentato Stefano Mariotti, Ad di Manifatture Sigaro Toscano (Mst) - fondendo innovazione e tradizione nel segno della qualità manifatturiera italiana». Il legame di Mst con la produzione agricola nazionale e la filiera del tabacco si riflette nell’accordo decennale (2025-2034) siglato con il MASAF, che garantisce l’acquisto annuo di almeno 2.200 tonnellate di tabacco coltivato in Italia per un controvalore stimato di 250 milioni in 10 anni. Mst assorbe la quasi totalità della produzione nazionale di tabacco Kentucky, mentre la filiera conta 1.533 ettari coltivati e coinvolge 237 aziende agricole partner, per un bacino occupazionale di oltre 1.800 addetti.

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