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Aziende

Webuild blinda l’Opa su Trevi

Il gruppo guidato da Salini sale al 34,58%, ora scatta l’offerta obbligatoria sul resto delle azioni

Il gruppo fuori anche dall'Agi, ma resta in Confindustria

Webuild acquista un ulteriore 4,68% di Trevi, sale al 34,58% e si porta oltre un terzo del capitale del gruppo di Cesena, leader mondiale nell’ingegneria del sottosuolo, nelle fondazioni speciali e nella produzione di impianti per perforazione.

Un passaggio chiave - nell’offerta del gruppo guidato da Pietro Salini contro la quale concorre l’Opa della rivale Icop - che offre il destro al general contractor: il superamento della soglia del 30% trasforma l’Opa da volontaria in obbligatoria, facendo decadere tutte le condizioni di efficacia.

Gli acquisti annunciati oggi riguardano circa 3,1 milioni di azioni Trevi, per un investimento di 15,8 milioni.

Resta invariato il prezzo di 5,165 euro per azione, interamente in contanti, che rientra nell’intervallo di valori individuato dal consiglio di amministrazione di Trevi. L’offerta riguarda il restante 65,42% del capitale, per un esborso massimo di 221,6 milioni di euro. Il corrispettivo incorpora un premio del 23% rispetto alla quotazione del 29 luglio, data dell’annuncio.

Le adesioni termineranno il 20 novembre, mentre il pagamento è confermato per il 27 novembre.

Webuild ribadisce l’obiettivo di acquisire l’intero capitale di Trevi e attuare i programmi industriali e strategici previsti per la crescita dei due gruppi. Di fatto, Il passaggio all’Opa obbligatoria elimina l’incertezza legata alle adesioni: Webuild acquisterà le azioni conferite anche senza raggiungere una soglia minima di partecipazione.

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