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Banche

La Bce alzerà i tassi. Poi va verso lo stop

Giovedì probabile un aumento dello 0,25%. Intanto Schnabel può lasciare prima per un nuovo ruolo all’Fmi

Euro digitale, via al  countdown. Obiettivo: convincere i cittadini

Settembre è sempre un mese di ripartenze e giovedì sarà il turno della Banca centrale europea. E, almeno all’apparenza, la traiettoria appare tracciata: la Bce si prepara a ritoccare ancora una volta - la seconda in questo 2026 - il costo del denaro, portando il tasso sui depositi al 2,50% con un aumento di un quarto di punto. La decisione viene data ormai per presa, basti pensare che i mercati degli Swap, scontano con una probabilità di circa il 99% un aumento dei tassi di 25 punti base.

Sul fronte della politica monetaria però la riunione dovrà fare i conti con la distanza tra economisti e mercati. Per i primi, il rialzo al 2,50% sarà il punto di arrivo definitivo seguito da una lunga fase di stabilità, gli economisti infatti lo vedono come l’ultimo rialzo per quest’anno. Gli operatori di mercato invece, anche in luce

di un’inflazione ad agosto pari al 3,3% in Eurozona, guardano più lontano e scontano altri tre ritocchi entro la metà del prossimo anno.

A spaventare gli investitori è il riaccendersi delle tensioni in Medioriente, che sono tornate a spingere il petrolio sopra i 95 dollari al barile e il gas su livelli che non si vedevano dal 2022. E se i prezzi dell’energia crescono, la Bce deve comportarsi quasi da equilibrista, bilanciando il contrasto all’inflazione e la tenuta della crescita. Insomma, giovedì Lagarde dovrà rassicurare i mercati, ma, nel frattempo, il risiko delle poltrone all’Eurotower appare più aperto che mai.

A scuotere gli ambienti finanziari è infatti la notizia che Isabel Schnabel, rappresentante tedesca nel Comitato esecutivo e punto di riferimento dei falchi, potrebbe lasciare in anticipo Francoforte per trasferirsi a Washington

alla guida del dipartimento Mercati del Fondo Monetario Internazionale. Un passaggio che non rappresenta una semplice staffetta professionale, ma un vero ribaltone geopolitico: Schnabel era infatti considerata la candidata naturale di Berlino per la successione alla presidenza della Bce, corsa da cui verrebbe tagliata fuori. Questo addio anticipato si inserisce in un quadro di generale incertezza, alimentato dalle voci di un’uscita prematura della presidente Christine Lagarde verso il World Economic Forum di Davos e dalla scadenza nel 2027 del mandato del capo economista Philip Lane. Insomma, guardando al futuro, l’unica certezza sembra la traiettoria dei tassi.

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