Scoppia il putiferio intorno alla cessione di Cr Orvieto a Banca del Fucino. Nella giornata di ieri il Mediocredito Centrale, controllato da Invitalia, ha diffuso una nota per dichiarare non concretizzata la cessione della sua partecipazione azionaria in Cassa di Risparmio di Orvieto in favore della Banca del Fucino. Mcc ha giustificato il tutto affermando che «è scaduto il termine per l'avveramento delle relative condizioni sospensive e, per l'effetto, il contratto di compravendita è definitivamente privo di efficacia».
A stretto giro è arrivata la reazione di Banca del Fucino che in una nota prende atto della decisione di Mediocredito Centrale di «interrompere il negoziato in corso per definire un accordo modificativo del contratto per la cessione del controllo di Cr Orvieto». La banca ritiene comunque che fosse «possibile arrivare entro il termine del 30 giugno 2026, già previsto tra i legali, ad una condivisione sostanziale che potesse far differire il termine del closing al 31 dicembre 2026 come già prospettato tra le parti».
L'istituto romano tiene tuttavia a precisare che il tempo trascorso «è stato dettato dalle necessarie esigenze di verifica delle condizioni dell'operazione, sempre tenendo informata l'Autorità di Vigilanza». L'istituto guidato da Francesco Maiolini, conclude il comunicato, «non può che riservarsi ogni valutazione circa la tutela dei propri diritti derivanti da quanto sopra nelle competenti sedi».