«Pronti a colloqui costruttivi». Dopo quasi due anni di continue barricate contro l’avanzata di Unicredit nel capitale, Commerzbank prende atto del fatto che l’istituto italiano è ormai di fatto azionista di controllo con l’ultimo tassello mancante, ossia il semaforo verde della Bce a superare il 30% del capitale, destinato ad arrivare a breve. È quindi arrivato il momento del disgelo e di iniziare un confronto operativo, senza attendere necessariamente il completamento di tutti gli iter autorizzativi. «Penso che dovremmo avviare il dialogo già da ora», ha tagliato corto Bettina Orlopp (in foto), ceo di Commerzbank. L’obiettivo è costruire un percorso condiviso alla luce del nuovo assetto di controllo.
«Entrambe le parti sono determinate a creare valore per i propri azionisti, clienti e dipendenti. Dobbiamo partire dai punti di forza che vediamo e possiamo individuare fin d’ora le aree in cui creare valore con un approccio congiunto e costruire un quadro di riferimento comune», ha detto la numero uno di Commerz a margine della conference call con gli analisti successiva alla pubblicazione dei conti semestrali. Dal canto suo Unicredit, forte della sua quota del 47,59% del capitale dopo l’Ops chiusa il mese scorso, ha più volte ribadito che il focus resta principalmente sul superamento dello scoglio del governo di Berlino, che detiene quasi il 13% del secondo istituto tedesco, e parallelamente avviare il confronto con i lavoratori.
L’apertura al dialogo arriva in corrispondenza con l’annuncio del balzo dell’utile netto a 1,8 miliardi, con un ritorno sul patrimonio tangibile del 12,6%, mentre il risultato operativo è cresciuto del 14%, raggiungendo i 2,7 miliardi. I ricavi hanno toccato quota 6,5 miliardi (+7%), sostenuti soprattutto dalla crescita dell’8% delle commissioni. La banca ha confermato la strategia Momentum 2030, annunciando anche un nuovo programma di riacquisto di azioni proprie. Un semestre con utili record che però il mercato ha accolto con qualche cautela. I profitti risultano in parte spiegati da fattori difficilmente replicabili in futuro e analisti di Kbw evidenziano infatti che il margine di interesse netto è risultato inferiore alle attese del consenso, mentre la conferma delle guidance senza alcun miglioramento potrebbe deludere gli investitori che speravano in un rialzo degli obiettivi annuali. La lente resta anche sulla capacità dell’istituto di Francoforte sul Meno di riposizionarsi sul business domestico, riducendo la dipendenza dalle attività di lending internazionale, ossia i finanziamenti, e di trading.
