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Banche

Mediobanca, l’investment banking spinge l’utile

L’utile netto sale a 711,2 milioni (+5,9% annuo), nonostante il maggior peso fiscale

Mediobanca resiste all'effetto Telecom

Mediobanca ha chiuso il primo semestre con conti record, segnale della solidità del gruppo di Piazzetta Cuccia nella delicata fase di integrazione con Banca Mps. L’utile netto sale a 711,2 milioni (+5,9% annuo), nonostante il maggior peso fiscale, con un Rote al 14,96%. ll risultato operativo è in crescita a 1,1 miliardi (+11,9%), beneficiando dell’aumento dei ricavi (1,9 miliardi, +6,1%) e del controllo dei costi (775,3 milioni, -1,7%) con una riduzione del rapporto costi/ricavi di 3 punti percentuali al 40%. Traina il trimestre l’Investment Banking, con il secondo miglior risultato di sempre nell’Advisory, mentre resta solido il credito al consumo, con erogato record a 5,3 miliardi. Piazzetta Cuccia ha confermato le stime per il 2026 con ricavi in aumento nella fascia mid single digit e utile atteso in crescita in doppia cifra.

«Abbiamo chiuso il primo semestre dell’anno con ricavi ed utile netto ai migliori livelli di sempre, ottenendo una performance solida», ha detto l’ad e dg Alessandro Melzi d’Eril, sottolineando che «un’accelerazione delle commissioni nell’ultimo trimestre, in particolare nel Corporate & Investment Banking, hanno bilanciato la fase di stabilizzazione del Wealth Management, che chiude comunque il semestre con masse in crescita a 117 miliardi». Il semestre, ha concluso, «conferma la disciplina mantenuta in questa fase di transizione e pone le fondamenta per proseguire il processo di integrazione con Mps».

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