Mentre i Mondiali stanno per entrare nella fase decisiva, con l’inizio delle sfide ad eliminazione diretta, non passa inosservato il boom del calcio africano. Su 32 squadre qualificate ai sedicesimi, ben nove arrivano dall’Africa. Insomma un en plein sfiorato visto che ai nastri di partenza, erano 10 le nazionali provenienti dalla CAF. In una spedizione che ha visto assenti le big Nigeria e Camerun, a parte la deludente Tunisia, sconfitta in tutti i match, tutte le squadre africane si sono a loro modo fatte valere. Marocco e Senegal erano attese tra le favorite per il superamento del turno; d'altronde Hakimi e compagni sono stati semifinalisti nell'ultimo torneo a Qatar 2022. A queste due si sono aggiunte Costa d'Avorio, Egitto e Ghana che hanno ben figurato. E a sorpresa anche Sudafrica, Algeria, Congo e Capo Verde alla fine hanno ottenuto la qualificazione e non era affatto scontato.
Conferme ma anche sorprese, in alcuni casi davvero impronosticabili. Come nel caso di Capo Verde, che all’esordio assoluto in una Coppa del Mondo ha fermato sul pari la Spagna campione d’Europa. Oppure il Ghana, eroico nel tenere testa all’Inghilterra portando a casa un punto così come la Repubblica Democratica del Congo ha bloccato sull’1-1 il Portogallo di Cristiano Ronaldo. Non sorprende più il Marocco, che ha chiuso a pari punti con il Brasile nel Gruppo C, mettendo in crisi la squadra di Carlo Ancelotti nel primo tempo. Ottimo il percorso anche del Senegal, passato come una delle migliori terze, dopo aver pescato un girone di ferro con la Norvegia di Haaland e la Francia di Mbappé. Nulla di ciò si era mai verificato nelle edizioni precedenti dei Mondiali. Basti pensare che in tutta la storia della Coppa del Mondo, soltanto sei nazioni africane avevano superato la fase a gironi, per un totale di 11 partecipazioni alla fase a eliminazione diretta. Il Marocco ci era riuscito nel 1986 e poi nel 2022. Tre volte la Nigeria nel 1994, 1998 e 2014, il Senegal nel 2002 (quarti) e nel 2022, il Camerun nel 1990 (quarti), il Ghana nel 2006 e 2010 (quarti), l’Algeria nel 2014. In una sola edizione, quindi, è stato quasi eguagliato l’intero bilancio storico precedente.
Numeri che spiegano da soli un dato ormai incontrovertibile, il calcio africano ha fatto passi da gigante negli ultimi anni e tante nazionali sono in grado di giocarsela alla pari con le più blasonate europee e sudamericane. Per capire uno dei motivi principali basta spulciare tra formazioni e tabellini per scoprire la quantità innumerevole di calciatori africani, che militano nei principali campionati europei, spesso e volentieri anche nei top club e con ruoli di primo piano. Calciatori ormai abituati a giocare ad altissimi livelli e a competere per grandi trofei. Senza dimenticare un aspetto, molti giocatori forti nati e formatisi in Europa scelgono di competere per il loro Paese d'origine. Il Marocco, ad esempio, schiera 19 giocatori nati nel Vecchio Continente su 26 totali. Il Congo ne conta 20 su 26, Capo Verde 14. In tutto, sui 260 giocatori presenti in questo Mondiale, 115 sono nati in Europa (il 44%).
Ma non solo, balza all'occhio anche la maggior organizzazione rispetto al passato, sia dal punto di vista tattico, ma anche per quel che riguarda le strutture interne e lo staff tecnico. Anche gli allenatori, sempre più spesso stranieri, sono saliti di livello. Il livello di professionalità è cresciuto in ogni tipo di figura necessaria. Sono migliorate le strutture di allenamento, in più o meno tutti i Paesi e cominciano a fiorire le prime grandi accademie. In Marocco l’Academie Mohammed VI, nata su impulso del re, da cui prende il nome ricalca quelle della Premier. Ma anche la “Right to Dream Academy” nel Ghana e la “General Foot” in Senegal allevano e sfornano talenti, pronti per sbarcare in Europa.
Insomma se prima vedere una squadra africana vincere un Mondiale poteva sembrare un sogno impossibile, adesso questa ipotesi non è più così remota.Tra le più attrezzate per continuare a stupire, il Marocco è chiamato subito all’impresa contro l’Olanda fino ad ora in grande spolvero.
Il Senegal invece non parte già battuto contro un Belgio un po’ appannato. Proibitivo invece l’impegno della Costa d’Avorio contro la Norvegia di Haaland. Come sempre però non si escludono sorprese, anche clamorose.