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Milan, chi è il tecnico austriaco scelto per il dopo Allegri: accordo biennale con Glasner

Manca solo la firma per l’allenatore scuola Red Bull, che negli ultimi due anni ha guidato il Crystal Palace alla conquista di FA Cup, Charity Shield e Conference League

Milan, chi è il tecnico austriaco scelto per il dopo Allegri: accordo biennale con Glasner
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Ci siamo, il Milan ha scelto il nuovo allenatore. Dopo settimane di incertezze il club rossonero ha deciso di ripartire da Oliver Glasner. Sarà dunque il 52enne austriaco, nelle ultime due stagioni e mezze al Crystal Palace, a prendere il posto di Massimiliano Allegri sulla panchina rossonera. Non c'è ancora la firma, che a questo punto sembra una formalità, ma c'è accordo sulla durata del contratto, due anni, e soprattutto sull'ingaggio: 5 milioni di euro bonus compresi. Glasner ha detto sì, spedendo al mittente l’offerta del Feyenoord. Un’operazione che si farà con o senza la direzione tecnica di Ralf Rangnick. Il ct dell’Austria ha messo i puntini sulle i, chiedendo autonomia decisionale e rispetto dei ruoli societari. In poche parole non vorrebbe ingerenze da parte di Zlatan Ibrahimovic. In attesa di completare il quadro societario, la prima pietra della prossima stagione è stata già messa.

Le vittorie con Eintracht e Crystal Palace

In Inghilterra viene considerato l’allenatore “ammazzagrandi”. Ne sanno qualcosa Manchester City e Liverpool, cadute sotto i colpi del Crystal Palace nel 2025, un anno fa, rispettivamente nelle finali di FA Cup e Community Shield. Da tecnico si forma nel mondo Red Bull, una scuola di pensiero "pane, pressing e verticalità". Il grande salto avviene nel 2019 al Wolfsburg, con cui ottiene la qualificazione in Champions. Poi si accasa all'Eintracht Francoforte, dove conquista l’Europa League dopo una cavalcata trionfale. Il suo Eintracht non perde mai, 13 partite senza sconfitta ed elimina big come Barcellona, Betis e West Ham. Fino al trionfo di Siviglia contro i Rangers Glasgow ai rigori La svolta della carriera arriva con lo sbarco in Premier League, dove in pochi mesi trasforma il Crystal Palace porta in cima all'Inghilterra una squadra che in bacheca non aveva l'ombra di un trofeo in 120 anni di storia. L’anno dopo stravince la Conference League eliminando ai quarti la Fiorentina e alzando il trofeo dopo l'1-0 in finale al Rayo Vallecano a Lipsia. Ora un nuovo capitolo: il Milan, per un nuovo ciclo con un altro club che ha bisogno di ripartire.

Come sarà il Milan di Glasner

In tutta la sua carriera, Glasner ha sempre avuto un sistema di riferimento: il 3-4-2-1. Tre centrali, due esterni a tutta fascia, una coppia di mediani che garantiscono equilibrio, due trequartisti e una punta di riferimento. Il dato che fotografa la sua filosofia: le squadre di Glasner non hanno mai superato il 51% di possesso palla in una stagione. Non è un tecnico del palleggio: è un tecnico delle transizioni. In fase di non possesso segue i dettami del gegenpressing tanto caro a Rangnick e reso celebre da Klopp: riaggressione immediata, pressing alto, partecipazione difensiva di tutti. In costruzione, la palla cerca soprattutto il centravanti che fa salire la squadra o attacca la profondità per poi liberare gli inserimenti dei due trequartisti. Grande importanza riveste il ruolo del centravanti. Weghorst all’Eintracht, poi Kolo Muani e Mateta: tutti hanno vissuto con lui la miglior stagione realizzativa della carriera. Per questo la ricerca di un nuovo numero 9 sarà la priorità assoluta del mercato rossonero, con un possibile nuovo assalto proprio a Mateta o Kolo Muani. Altri interventi ci saranno in difesa, dove il solo Pavlovic sembra inamovibile. Tanti gli esuberi, da Leao con cui i rapporti sono sempre più ai ferri corti a Gimenez e Loftus-Cheek.

Nkunku potrebbe essere rivalutato in un riposizionamento sulla trequarti. In difesa sono da valutare la posizione di Tomori e lo status da titolare di Gabbia; a centrocampo sono in bilico Fofana, Jashari e Ricci. Tutti nodi che Glasner sarà chiamato a sciogliere quanto prima.

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