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Spagna campione del mondo: batte l’Argentina in 10. 1-0 ai supplementari grazie a Ferran Torres. L'addio di Messi

Tutto in una partita, con il mondo attaccato alla televisione: l’Albiceleste cerca una conferma storica mentre la Spagna pregusta la seconda doppietta europeo-mondiale. Segu con noi la diretta della finale mondiale

Spagna campione del mondo: batte l’Argentina in 10. 1-0 ai supplementari grazie a Ferran Torres. L'addio di Messi
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La carriera clamorosa di Lionel Messi non si chiude con un finale hollywoodiano. A portarsi a casa la coppa del mondo in una finalissima molto americana sono i campioni d’Europa della Spagna, che hanno, però, faticato più del previsto. L’undici di De la Fuente schiaccia in difesa l’Argentina, che non tira quasi mai nello specchio della porta ma non trova l’occasione giusta per mettere in discesa la finale. Dopo tante occasioni sprecate, a rovinare i piani dell’Argentina è il fallo a centrocampo di Enzo Fernandez, che costringe l’undici di Scaloni a giocare i supplementari in dieci. Alla fine la muraglia albiceleste crolla all’inizio del secondo supplementare con la botta mancina di Ferran Torres. L’Argentina si sveglia e sfiora due volte il pareggio nel recupero ma, evidentemente, non è serata. La Spagna è campione del mondo per la seconda volta.

Lo show e le formazioni

Mentre i tantissimi appassionati iniziano ad affollare lo stadio nell’hinterland di New York, poche sorprese nelle formazioni ufficiali dei Ct: formazione tipo quella schierata da Luis de la Fuente, con Lamine Yamal sulla fascia e la punta Oyarzabal pronta a finalizzare al meglio. La Scaloneta scende in campo con pochi cambi rispetto alla semifinale con l’Inghilterra: spazio ancora a De Paul, il discusso Lisandro Martinez ma anche allo juventino Nico Gonzales, determinante nel finale di partita. Accanto all’intoccabile Messi, il Ct argentino concede ancora fiducia a Julian Alvarez, scegliendo di far entrare ancora una volta a partita in corso l’interista Lautaro Martinez. Visto che siamo in America, lo spettacolo vuole la sua parte: l’inno degli Stati Uniti viene cantato dall’attrice Jennifer Hudson mentre la canzone ufficiale del mondiale vede sul terreno di gioco un pezzo d’Italia. Accanto a Robbie Williams e Nicole Scherzinger, infatti, c’è anche la nostra Laura Pausini ma l’atmosfera inizia a scaldarsi quando in campo scendono Andres Iniesta e Mario Kempes, determinanti nelle finali del 2010 e del 1978.

Occasione Yamal, la Spagna spinge

Dopo l’esecuzione degli inni nazionali, finalmente è il momento di lasciar parlare il pallone. Quando l’esperto arbitro sloveno Slavko Vincic dà il via alle danze, occhi puntati sui due protagonisti, Lionel Messi per l’Argentina e Lamine Yamal per la Spagna, che inizia a far girare il pallone con calma. Lisandro Martinez è costretto ad usare le maniere forti per bloccare la ripartenza di Baena e da questa punizione nasce la prima vera occasione per la Spagna: a concludere la combinazione con Dani Olmo è Lamine Yamal ma il Dibu Martinez ci mette una pezza. All’accelerazione iberica risponde con un micidiale contropiede l’Argentina ma Unai Simon capisce tutto e spazza via uscendo coraggiosamente dall’area. Le Furie Rosse sono ora più intraprendenti, con Oyarzabal bravo ad interrompere la fase di costruzione dal basso dei sudamericani. Il cross teso dell’ex Napoli Fabian Ruiz vale il primo corner per i campioni d’Europa ma trovare varchi nella difesa albiceleste non è semplice per nessuno. Molto dura l’entrata di Mac Allister su Dani Olmo a metà campo: nonostante le proteste vibranti, il signor Vincic non estrae il cartellino giallo. Pochissimi i palloni toccati da Leo Messi, che viene marcato stretto: partita piuttosto ruvida, specialmente quando è coinvolto Lamine Yamal o i giocatori più talentuosi. L’arbitro è costretto ad intervenire spesso, rendendo la sfida molto spezzettata e poco spettacolare.

Tanto equilibrio, qualche fallo di troppo

A partire dal 20’, l’Argentina prova ad alzare il baricentro ma gli spazi a disposizione di Messi e soci rimangono molto ristretti. Messi riceve finalmente più palloni giocabili ma fatica anche lui a scompaginare le carte di una difesa ermetica come quella spagnola. Il cooling break serve ad entrambi i tecnici per catechizzare i rispettivi giocatori: appena si riprende a giocare, l’Argentina è molto più aggressiva nel pressing e nella corsa, nonostante il gran caldo certo non aiuti le squadre ad esprimere il loro calcio migliore. Alla mezz’ora sembra ormai chiaro che, vista l’enorme posta in palio, nessuno sembri disposto a rischiare alcunché per sbloccare una gara che vedrebbe comunque avanti ai punti la Spagna. Le Furie Rosse provano a trovare spazi sulla sinistra con le puntate di Cucurella, che, però, finisce spesso trovato in fuorigioco.

L’Argentina è costretta a difendersi e basta, limitandosi a qualche lancio lungo che viene quasi sempre intercettato dai difensori in rosso. La Spagna si rende pericolosa con un’azione tutta di prima per vie centrali ma la conclusione del solito Oyarzabal è troppo centrale per impensierire il Dibu Martinez. Alla fine la trattenuta di Lisandro Martinez su Oyarzabal è troppo anche per il lassista Vincic, che estrae per la prima volta il cartellino giallo. Cucurella prova a cercare il gol della domenica con un diagonale insidioso che, però, non inquadra lo specchio della porta. Poco dopo è proprio il difensore del Manchester United ad accasciarsi a terra: problema muscolare troppo grave per lui, che viene sostituito da Otamendi al 44’. Il recupero concesso dal quarto uomo non cambia una partita che, al momento, sembra bloccata: le due squadre vanno negli spogliatoi sullo 0-0, lasciando spazio al controverso show musicale dell’intervallo.

Lo show dell’intervallo

Vista la necessità di montare il palco, ci vuole qualche minuto prima che le superstar ingaggiate dagli organizzatori per l’halftime show tanto caro agli americani possano finalmente esibirsi. Visto che lo spettacolo offerto dalle squadre in campo non è stato il massimo finora, la curiosità per la coreografia di uno show che si preannuncia piuttosto breve è comunque alta. Ad aprire lo spettacolo all’interno dello stadio è Madonna, che poi entra in campo accompagnata a sorpresa da Ronaldo il Fenomeno e da Ronaldinho, lasciando poi spazio ai Muppets e la New York Philharmonic Orchestra, con la Viking Row ad introdurre il gruppo coreano Bts, estremamente popolare in tutta l’Asia. Anche se farà storcere il naso agli amanti del calcio di una volta, lo show è molto preciso ed attraente dal punto di vista televisivo.

A sorpresa il cameo di Jason Sudeikis che, riprendendo il ruolo di Ted Lasso, fa un discorso d’incoraggiamento ad un giocatore prima di entrare in campo: il giocatore è Justin Bieber, che canta una versione acustica di “Everything Hallelujah”, canzone del suo ultimo album. Il culmine dello spettacolo arriva quando sul campo si presenta Shakira, che canta la canzone ufficiale del mondiale 2026 prima della chiusura con Kermit, Piggy, un coro di bambini ed i Coldplay. Uno show piuttosto gradevole, senza grandi colpi di scena ma, tutto sommato, godibile più per il pubblico televisivo che per gli spettatori del MetLife Stadium, ansiosi di vedere le squadre tornare in campo.

Forcing Spagna, tante occasioni

Nessun cambio per De la Fuente mentre Scaloni richiama in panchina Nico Gonzales per far entrare Paredes ma è la Spagna a creare la prima occasione dopo neanche un minuto: è proprio l’ex Roma a sbagliare un passaggio in orizzontale e Baena non ci pensa due volte a rubare palla e calciare da fuori cercando il secondo palo, trovando la parata del Dibu Martinez. Al 51’ scoppia una mezza rissa a centrocampo quando Rodri finisce a terra dopo una spallata che sembrava volontaria di Paredes: comportamento davvero provocatorio quello del centrocampista del Boca Juniors che gli costa un giallo. Al 54’ è pericolosissima la puntata centrale di Fabian Ruiz e Oyarzabal che combinano alla grande fino a quando Otamendi capisce tutto e spazza via il pallone. Scaloni prova a scuotere i suoi richiamando in panchina Montiel per dare una mezz’ora a Molina.

De la Fuente opera i suoi primi cambi al 62’: fuori Oyarzabal e Fabian Ruiz, spazio a Ferran Torres e a Pedri. Un paio di minuti dopo, tiro velleitario di Dani Olmo dalla distanza che rimbalza proprio davanti al portiere argentino, che sbaglia completamente la presa. Sugli sviluppi dell’azione, assist clamoroso di Yamal per Ferran Torres ma l’attaccante del Barcellona non riesce ad imprimere forza al suo colpo di testa. Lionel Scaloni approfitta del cooling break per richiamare in panchina Romero e De Paul per dare una ventina di minuti a Medina e Simeone. Impressionante come l’Argentina non abbia effettuato un solo tiro nello specchio della porta in ben 70 minuti. De la Fuente inserisce il talismano Merino e Nico Williams al posto di Baena e Olmo a 15 minuti dal triplice fischio: ci prova ancora dalla distanza Pedri ma il tiro è ancora una volta troppo centrale. Poco dopo occasionissima nell’area piccola per Laporte ma il suo colpo di testa è da dimenticare. A tre minuti dalla fine del tempo regolamentare, bel taglio di Ferran Torres sulla destra e tentativo di girata tanto spettacolare quanto impreciso.

Argentina in 10, gol di Ferran Torres

Proprio nei minuti di recupero, dopo una botta dalla lunga distanza di Nico Williams parata bene da Martinez, ecco l’episodio decisivo della partita: intervento sconsiderato di Enzo Fernandez a metà campo su Cubarsi che costa al centrocampista del Chelsea il secondo giallo. A meno di un miracolo, l’Argentina dovrà giocare due tempi supplementari in inferiorità numerica. L’ultima occasione prima dei tempi supplementari capita alla Spagna, che si guadagna un calcio di punizione da posizione interessante: molto bella la parabola disegnata da Lamine Yamal ma il Dibu Martinez riesce comunque ad arrivarci. Vincic fischia subito dopo: per decidere la vincitrice del mondiale 2026 ci vorranno i tempi supplementari. Appena si torna a giocare la Spagna continua a spingere forte, sfiorando più volte il gol: al 93’ cross di Pedri per la testa di Nico Williams ma Martinez riesce ad arrivarci. Un paio di minuti dopo, Nico Williams riesce finalmente a superare la difesa argentina e gonfiare la rete ma la gioia dei tifosi spagnoli dura pochissimo: il signor Vincic ha deciso che il contatto tra Otamendi e Merino era falloso. De la Fuente si gioca anche le carte Zubimendi ed Eric Garcia al posto di Rodri e Laporte mentre Scaloni richiama in panchina Julian Alvarez per rafforzare la difesa con Senesi. Un minuto dopo, inserimento clamoroso di Mikel Merino ma il suo colpo di testa finisce di poco sul fondo.

La svolta della partita arriva al 106’, quando su un cross profondo Nico Williams riesce a rimetterla indietro di testa: Ferran Torres non ci pensa due volte a tirare col mancino e metterla alle spalle di Martinez. Dopo quasi due ore senza produrre un’azione offensiva degna di questo nome, l’Argentina si scuote e si lancia a caccia del pareggio ma, a questo punto, una rimonta sembra molto complicata. La Spagna colpisce in ripartenza, con Ferran Torres che spiazza il Dibu Martinez e gonfia ancora la rete, ma partendo da una posizione palesemente in fuorigioco. Messi suona ancora la carica, fornendo un paio di assist insidiosi dalla destra ma la difesa iberica riesce a rinviare. Nico Williams si fa largo a sinistra ed avrebbe una chance clamorosa di fornire un assist in mezzo a Ferran Torres ma va in confusione, sprecando malamente. Al 120’ un flipper nell’area della Spagna per poco non causa una clamorosa autorete ma i cinque minuti di recupero sono da brividi per i campioni d’Europa. Giuliano Simeone ha l’occasione della vita sul corner di Messi ma non riesce ad inquadrare lo specchio della porta. Il triplice fischio scatena la festa dei tifosi iberici: 16 anni dopo il trionfo in Sudafrica, la Spagna è ancora campione del mondo.

Il tabellino

SPAGNA (4-2-3-1) - Unai Simon; Pedro Porro, Cubarsi, Laporte (99’ Eric Garcia), Cucurella; Rodri (99’ Zubimendi), Fabian Ruiz (62’ Pedri); Yamal, Olmo (75’ Merino), Baena (75’ Nico Williams); Oyarzabal (62’ Ferran Torres). Ct: Luis de la Fuente
ARGENTINA (4-4-2) - E. Martinez; Montiel (58’ Molina), Romero (70’ Medina), Li. Martinez (44’ Otamendi), Tagliafico; De Paul (70’ Simeone), Enzo Fernandez, Mac Allister, Nico Gonzalez (46’ Paredes); Messi, Julian Alvarez (102’ Senesi).

Ct: Lionel Scaloni
Marcatori: 106’ Ferran Torres (S)
Ammoniti: 41’ Li. Martínez (A), 52’ Paredes (A), 82’ Enzo Fernandez (A), 111’ Mac Allister (A)
Espulsi: 90+2’ Enzo Fernandez (A)
Arbitro: Zlatko Vincic (Slovenia)

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