Alla fiesta de Leo Messi c’era Nico Paz. Ma non c’era Paulo Dybala. Che significa? Molto, serve a capire che Fabregas ha lasciato partire il suo artista e Gasperini ha negato al suo geniale argentino il viaggio turistico al Monumental di Buenos Aires e non per capriccio ma perché, per la Roma, la trasferta di Como è il secondo esame dopo il primo con l’Inter arrivato a poche ore dalla sosta del campionato e dunque se Fabregas vive docilmente sul lago e si permette di concedere il regalo storico a Paz, a Trigoria si prepara una partita serissima, niente affetti e soltanto effetti. Dybala se ne è fatta una ragione, la Roma ante todo, la partita all’ora di pranzo potrà di nuovo dire molte cose sul lavoro dell’allenatore di Grugliasco contro il new deal calcistico di Cesc.
Tutto questo riempie la pancia dopo il lungo digiuno di calendario, l’assenza della serie A e di tutte le altre leghe è stato un football interruptus, al di là delle emozioni e della propaganda delle varie rappresentative nazionali, Italia a guidare il corteo.
Ci sono reduci e sopravvissuti, c’è la solita conta di infortunati, quindi una serie di imprevisti e la voglia di ricominciare da dove erano partiti. Da dove, in verità, pochi hanno davvero capito e anche i massimi esperti e docenti in materia non si sbilanciano sulla la verità di questa stagione, forse la Lazio dei tifosi ammutinati, forse il Frosinone che le ha suonate al Como di cui sopra, forse la Juventus che però a Cagliari torna nel proprio labirinto o il Milan che ritrova Ramos, fortissimo lontano da Milanello, mezzo fantasma nel disegno di Amorim?
C’è poi il Napoli che vede un paio di uomini protagonisti con l’Italia e il Belgio, Vergara e De Bruyne ovviamente, le vitamine della Nations League vanno confortate in campionato proprio contro la sorpresa allenata da Alvini, anche perché subito dopo ricominciano le coppe serie e detto di Como-Roma, già ottimo e abbondante, c’è un romanzo a puntate da scrivere e rappresentare su Roma-Real Madrid, con tutti gli annessi e connessi del ritorno di José Mourinho nello stadio che lo ha tanto amato.
Non c’è tempo per rifiatare, il Napoli in Spagna contro il Villareal, l’Inter a San Siro contro il Bruges (evitiamo nuove sorprese belghe, vedi gli azzurri di Mancini...) e il Como in Olanda contro il Feyenoord per poi completare il circo con il Milan a Salisburgo e la Juventus a Vigo contro il Celta, nella seconda coppa.
Molta roba buona, tutta assieme, sperando di rivedere un po’ di calcio e arbitraggi in linea, non come la direzione di Mariani in Portogallo-Norvegia, ma sono dettagli, il campo non tradisce a differenza di chi lo governa. Ritorna dunque il pallone e i palloni gonfiati restano a guardare.
