Un documentario che esplora l'universo umano e creativo di Dacia Maraini (nella foto), una delle voci femminili più amate e autorevoli della letteratura italiana: è Dacia vita mia dialoghi giapponesi, in onda stasera alle 23 su Rai 3. Il documentario - prodotto da Michelangelo Film, Aura Film, Luce Cinecittà in collaborazione con Rai Documentari per la regia di Izumi Chiaraluce non è un semplice racconto biografico, ma un viaggio poetico che intreccia vita e scrittura, memoria e immaginazione. Il film prende avvio dall'infanzia di Dacia, vissuta in Giappone in un campo di prigionia durante la seconda guerra mondiale. In quella condizione di fame e privazione, la scrittrice bambina scopre il valore del «noi»: la forza della solidarietà e della comunità, che diventeranno fondamento della vita e della sua opera.
Il racconto si allarga alle radici siciliane e svizzere, all'amore per la cultura e per il viaggio, l'impegno civile e politico, la scrittura come rifugio e strumento di libertà.
Il cuore del film è la voce stessa della Maraini, che guida lo spettatore con la sua capacità di raccontare e aprirsi agli altri.
Attorno a lei, le testimonianze di amici, compagni di viaggio, artisti e intellettuali che hanno incrociato il suo cammino, come Giuseppe Tornatore, Liliana Cavani, Roberto Faenza. A dare forza visiva al racconto sono i disegni minimali e onirici della regista Chiaraluce.