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Cinema

Venezia 83, Leone d’Oro per il miglior film a “Woman Unknown” della regista danese May el-Toukhy. Tra i premiati anche Riccardo Scamarcio

Il Leone d’Oro va a Woman unknown di May el-Toukhy*. Tra i premiati anche* Riccardo Scamarcio, che conquista il riconoscimento per la migliore interpretazione maschile nella sezione Orizzonti. La cronaca di una serata emozionante, tra grandi protagonisti, sorprese e riconoscimenti

Danish actor Mathilde Arcel (L) and Danish director May el-Toukhy arrive for the closing ceremony of the 83rd annual Venice International Film Festival, in Venice, Italy, 12 September 2026. The 83rd edition of the festival runs from 02 to 12 September 2026. ANSA/ETTORE FERRARI

Si è conclusa l’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia con la vittoria di Woman unknown di May el-Toukhy, a cui è andato il Leone d’Oro. Il Gran Premio della Giuria è stato assegnato a Possible Love di Lee Chang-dong, mentre il Leone d’Argento per la miglior regia è andato a Ilya Khrzhanovsky per Dau. Tra gli altri riconoscimenti principali, la Coppa Volpi per la miglior attrice è stata assegnata a Mathilde Arcel per Woman unknown, mentre quella per il miglior attore è andata a John Malkovich. Il premio per la miglior sceneggiatura è stato conquistato da Stéphane Brizé, Coralie Amédéo e Olivier Gorce per Un bon petit soldat. In Orizzonti, invece, premiato Riccardo Scamarcio per I figli della scimmia di Tommaso Landucci. A decretare i vincitori del concorso ufficiale è stata la giuria presieduta da Maggie Gyllenhaal e composta da Julia Ducournau, Veronica Raimo, Benedict Cumberbatch, Tecla Insolia, Teyana Taylor, Alexander Payne, Mohammad Rasoulof e Fang Li.

Il Leone d’Oro a “Woman unknown”

Il film di May el-Toukhy, regista danese di padre egiziano cresciuta tra Herlev e Il Cairo, è ambientato nel passato ma affronta una storia che parla anche al presente. Al centro della pellicola c’è Marie, interpretata da Mathilde Arcel, una donna che sta per sposare Christian, un ricco vedovo per il quale lavora come domestica e tata. Il matrimonio potrebbe cambiare radicalmente la sua posizione sociale, trasformandola nella padrona della casa, ma un segreto rischia di compromettere il futuro che sta costruendo. Durante la guerra Marie ha infatti avuto una relazione con un soldato tedesco. Nel caos del dopoguerra, le donne accusate di aver avuto rapporti con i tedeschi vengono rasate, derise e umiliate pubblicamente. Marie è disposta a tutto pur di difendere la vita che si è costruita, fino a trasformarsi da vittima a carnefice.

Il Gran Premio della Giuria a “Possible Love”

Il Gran Premio della Giuria va a Possible Love di Lee Chang-dong, regista sudcoreano già premiato nei principali festival internazionali. A Cannes aveva conquistato il premio per la sceneggiatura con Poetry nel 2010, mentre a Venezia aveva ottenuto il Leone d’Argento nel 2002 per Oasis. Il film racconta l’incontro tra due coppie sposate: da una parte un uomo appena licenziato e la sua compagna, dall’altra una regista di documentari e il marito. Le loro vite si incrociano durante la realizzazione di un documentario, portandoli a confrontarsi con desideri inespressi e possibilità rimaste finora inesplorate.

Leone d’Argento alla regia a Ilya Khrzhanovsky

Il Leone d’Argento per la miglior regia va a Ilya Khrzhanovsky per Dau. Il regista ha dedicato il riconoscimento agli ucraini “che lottano per pace e libertà”.

La Coppa Volpi a Mathilde Arcel

La Coppa Volpi per la miglior attrice viene assegnata a Mathilde Arcel, 30 anni, protagonista di Woman unknown, dove interpreta Marie, una donna che sta per sposare un ricco vedovo ma nasconde una relazione avuta durante la guerra con un soldato tedesco. In lacrime sul palco, l’attrice tocca la Coppa e scherza: “Fa anche rumore”. Poi, emozionata: “Grazie, non me lo aspettavo per niente e significa molto. La appoggio un attimo perché è pesantissima. Questo è il mio primo ruolo da protagonista ed è la prima volta che ricevo un premio e partecipo a un festival internazionale. Mi sento fortunata di essere qui con voi. Mi darei un pizzicotto per capire se è un sogno”. Arcel ha ringraziato la regista “per non aver accettato compromessi” e ha dedicato il premio alle migliaia di donne nel mondo che hanno vissuto esperienze simili a quelle raccontate nel film.

La Coppa Volpi maschile a John Malkovich

La Coppa Volpi per la miglior interpretazione maschile è stata assegnata a John Malkovich, assente alla cerimonia perché impegnato sul set.

La miglior sceneggiatura a “Un bon petit soldat”

Il premio per la miglior sceneggiatura va a Stéphane Brizé, Coralie Amédéo e Olivier Gorce per Un bon petit soldat, diretto dallo stesso Brizé. Il regista francese ha spesso lavorato con Vincent Lindon e ha dedicato parte della sua filmografia al tema del lavoro, affrontato nella trilogia composta da La legge del mercato, In guerra e Un altro mondo. In Un bon petit soldat Alba Rohrwacher interpreta Carla, una dirigente brillante e completamente votata alla carriera. Il successo professionale l’ha portata a sacrificare il tempo trascorso con il figlio, sul quale finisce per trasferire una pressione sempre più difficile da sostenere. Un nuovo incarico, con responsabilità ancora maggiori, la costringe a confrontarsi con scelte che mettono in discussione i suoi valori.

Premio Speciale della Giuria a “Naza”

Il Premio Speciale della Giuria va a Naza, il documentario di Yuval Abraham e Rachel Szor, realizzato di notte sui tetti di Tel Aviv. Il film, della durata di 80 minuti, nasce da un’inchiesta condotta dai due filmmaker in collaborazione con The Guardian e ricostruisce, attraverso le testimonianze anonime di 24 ufficiali dell’IDF, i meccanismi delle operazioni militari dal quartier generale di Tel Aviv durante i bombardamenti su Gaza. Il titolo Naza richiama un termine militare utilizzato per indicare le vittime collaterali.

Orizzonti, tutti i premi

Il premio per il miglior film della sezione Orizzonti va a Detour par Diane di Ann Sirot e Raphaël Balboni. “Dedicato a chi sostiene il fardello per gli stupri non denunciati”, hanno detto i registi. Il Premio Speciale della Giuria è stato assegnato a La maison du vent di Auguste Bernard Kouemo Yanghu. “Il Camerun dal mese di gennaio ha avuto 140 donne uccise dai loro mariti e solo la settimana scorsa una al giorno. Così invece di parlare ho deciso di tacere”, ha detto il regista. Il premio per la miglior regia è andato a Jacqueline Lentzou per Mia mera sti zoi tis tzo: kefalaio Faidra (A day in the life of Jo). “È così difficile oggi fare un film con cuore aperto e onesto. Il cinema è la forma d’arte più incredibile che può creare un cambiamento e creare una coscienza”, ha detto la regista. “Nel 2008 ad Atene un agente di polizia ha ucciso un quindicenne senza motivo. Vorrei cogliere questa occasione per dire che dobbiamo proteggere i nostri ragazzi perché sono il nostro futuro”. Il premio per la migliore attrice di Orizzonti va a Lalah Marzban per Moragheb. “Vorrei dedicare il premio alle donne del mio Paese che stanno pagando a caro prezzo i sogni e il loro coraggio. Credo che un giorno i nostri sogni si avvereranno per il mio Paese e noi tutti”, ha detto l’attrice. A I figli della scimmia di Tommaso Landucci va anche il premio per la miglior sceneggiatura, assegnato a Tommaso Landucci e Damiano Femfert. Il riconoscimento per il miglior cortometraggio è invece andato a Quelques instants de Bonheur di Shaden Safieddine Tazi, che racconta la fuga da Beirut mentre Israele bombarda il Libano.

Riccardo Scamarcio miglior attore

Tra i premiati della serata c’è anche Riccardo Scamarcio, che conquista il riconoscimento per la migliore interpretazione maschile di Orizzonti per I figli della scimmia di Tommaso Landucci. Nel film, opera prima del regista, l’attore interpreta e produce la storia di un padre alle prese con le proprie difficoltà nel gestire la disabilità del figlio, interpretato da Andrea Aggio. “È un onore per me essere qui, ringrazio la Biennale e tutti quelli che hanno creduto in questo progetto. A partire dal mio regista, questo ragazzo che ha fatto un film incredibile, tutta la troupe, i miei colleghi attori e poi voglio dedicare questo premio a tutti i papà del mondo e al mio”. “In ultimo condivido questo premio con un giovane attore al suo debutto, Andrea Aggio. Abbiamo vinto! Anche io voglio unirmi al saluto di Jeremy Thomas, grande uomo di cinema, uomo libero”.

Il Leone del Futuro a “La maison du vent”

Il Leone del Futuro, destinato alla migliore opera prima, va a La maison du vent di Auguste Bernard Kouemo Yanghu, già premiato con il Premio Speciale della Giuria nella sezione Orizzonti. Il film racconta la storia di Josette, una donna di 80 anni che vive sola a Yaoundé, in Camerun, dopo che tutti i figli sono partiti per l’Occidente. Il regista si è ispirato alla figura della madre, anche lei rimasta sola dopo la partenza dei figli. “Spero che i politici vedano il film perché anche in periodo di guerra ci sono persone che non possono partire e lasciare il proprio Paese. Questo lo dedico a mia madre. Era malata di tumore e alla fine delle riprese è mancata, ma non ha voluto che tagliassimo nessuna delle scene. Ora è qui con me in spirito”.

Il Premio Marcello Mastroianni a Malou Khebizi

Il Premio Marcello Mastroianni viene assegnato a Malou Khebizi, 23 anni, attrice di Marsiglia protagonista di 15/18 – A place to heal di Cédric Kahn. Nel film interpreta Lucia, una diciassettenne che torna nel reparto di psichiatria per adolescenti di un ospedale. Il film racconta una generazione alle prese con traumi profondi e paura del futuro, interrogando anche il mondo degli adulti sul proprio ruolo e sulle responsabilità nei confronti dei ragazzi. “Dedico il premio ai miei fratelli e sorelle, coloro con cui ho girato questo film. Parla della mia generazione che fa fatica e ha paura del futuro, ma il film ci insegna che il gruppo è la risposta”.

I premi che hanno aperto la serata

La cerimonia, condotta da Greta Scarano e Nicolas Maupas, era iniziata con i premi di Venice Immersive. Il riconoscimento principale è andato a Empire at Sea di Peter Flaherty. “Avrei pensato di diventare un medico o un avvocato e invece eccomi con un Leone”, ha detto il regista. Il Premio Speciale della Giuria è stato assegnato a Out of Ashes di Rory Mitchell e Nonny De la Peña, mentre il Gran Premio di Venice Immersive è andato a The Pidgeon Ring di Yuqi Zhang e Shixin Tao. L’Armani Beauty Audience Award è stato assegnato a Eu contez di Alina Şerban, storia di Rebeca, una giovane donna rom che rischia di dover lasciare l’orfanotrofio mentre aspetta che il padre esca di prigione. Il premio per il miglior film restaurato è andato invece a La lunga notte del ’43 di Florestano Vancini, scelto dalla giuria composta da 24 studenti di cinema guidati da Daniele Vicari. “Devo ringraziare la bellissima giuria, che mi ha stupito dal primo all’ultimo giorno per profondità critica e mi ha sorpreso con la sua decisione quasi unanime rispetto a un film che avevamo tutti dimenticato”, è stato sottolineato durante la premiazione. Il riconoscimento è stato assegnato al film “per la straordinaria capacità di dialogare col nostro tempo”. A dare il via alla seconda parte della serata è stata Francesca Michielin, che ha reinterpretato It’s Oh So Quiet di Björk. Sul tappeto rosso, prima della cerimonia, erano arrivati i conduttori Nicolas Maupas e Greta Scarano, Barbara Ronchi, giurata di Orizzonti, Stéphane Brizé con Alba Rohrwacher, Malou Khebizi, Yuval Abraham, Rachel Szor, May el-Toukhy, Riccardo Scamarcio e Tommaso Landucci.