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Dichiarazione Imu solo online: cosa succede a chi andrà in Comune, quando si rischia la sanzione

Chi sceglie ancora gli sportelli del Comune rischia una sanzione. Ecco le novità della svolta telematica

Rottamazione Imu, Tari e multe: come funziona e quali Comuni aderiscono

Si prosegue la transizione verso la digitalizzazione. Attraverso il Decreto Legislativo 147 del 7 agosto, la dichiarazione Imu diventa solo online. Lo scopo è quello di semplificare le procedure, velocizzare lo scambio di informazioni e ridurre la mole di documentazione cartacea, favorendo la tecnologia.

A seguito di questa nuova direttiva, il modello di dichiarazione Imu dovrà essere trasmesso per via telematica entro il 30 giugno del prossimo anno. Sarà possibile farlo attraverso le procedure online che sono state messe a disposizione del contribuente. Un’altra strada percorribile è quella di recarsi presso un ufficio Caf, o un professionista di fiducia che provvederà all’invio telematico. Si chiude, in sostanza, la vecchia modalità di consegna allo sportello.

Grazie alla nuova riforma è stato introdotto anche il modello telematico unico. Questo strumento digitale non si limita alla semplice comunicazione dei dati catastali o dei valori imponibili, ma centralizza in un solo documento tutte le certificazioni e le richieste per accedere a riduzioni, esenzioni o bonus fiscali. Per i proprietari che hanno diritto ad agevolazioni particolari, si tratta di una semplificazione netta.

Una volta presentata la dichiarazione, questa non avrà bisogno di essere ripresentata ogni anno se la situazione del contribuente resterà invariata. Sarà dunque considerata valida anche negli anni successivi. In caso di modifiche che possono variare sull’Imu, invece, è necessario presentare un’altra dichiarazione in cui sono riportati i vari cambiamenti.

Nessun cambiamento, invece, per gli enti non commerciali, per i quali rimane una normativa specifica.

L’obbligo di invio in modalità digitale non avrà effetto immediato, sarà una evoluzione per gradi. È previsto un periodo di transizione durante il quale ci si potrà ancora avvalere dei moduli dichiarativi ufficializzati con i decreti ministeriali del 29 luglio 2022 e del 4 maggio 2023. Poi, quando saranno pubblicate le linee guida per la nuova procedura, il nuovo metodo diventerà pienamente operativo.

Ai Comuni il compito di promuovere l’adempimento spontaneo dei contribuenti alla nuova modalità di invio, premiando i virtuosi. Ci sarà anche la possibilità di deliberare su forme di sanatoria agevolata nei confronti di chi intende regolarizzare vecchi debiti. In questo caso potrebbe godere di un taglio netto su interessi e sanzioni.

Un altro punto da considerare è il nuovo regime sanzionatorio. Dal primo gennaio 2027 entreranno in vigore i nuovi parametri punitivi per le violazioni sui tributi locali: per una mancata presentazione della dichiarazione si rischia una sanzione pari al 100% dell’imposta dovuta, con un importo minimo fissato a 50 euro. Chi non si adegua all’invio online e si presenta in Comune con la dichiarazione Imu, rischia la sanzione piena per omessa dichiarazione.

In caso di dichiarazione inesatta o infedele, invece, la sanzione scende al 40%.

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