Novità sul fronte dei permessi della Legge 104, utilizzati dai lavoratori per assistere un familiare con disabilità grave. Nel 2026 l’Inps rafforza gli strumenti di controllo sul corretto utilizzo delle agevolazioni, mentre resta fermo uno dei principi fondamentali della disciplina: quando più persone si occupano dello stesso familiare, i giorni di assenza retribuita non si moltiplicano. Dopo il superamento del “referente unico”, infatti, più lavoratori possono essere autorizzati ad alternarsi nell’assistenza, ma devono condividere lo stesso plafond. Per la persona assistita il limite resta complessivamente di tre giorni di permesso al mese, utilizzabili anche in forma frazionata in ore.
Cosa è cambiato nel 2022
Fino al 2022 la disciplina prevedeva, salvo alcune eccezioni, che per assistere una stessa persona con disabilità grave potesse essere riconosciuto il diritto ai permessi della Legge 104 a un solo lavoratore, individuato come “referente unico”. Dal 13 agosto 2022, con l’entrata in vigore del decreto legislativo 105/2022, questo vincolo è stato eliminato: oggi più aventi diritto possono essere autorizzati ad assistere lo stesso familiare e possono quindi alternarsi nei permessi. Il plafond, però, resta di tre giorni complessivi al mese per la stessa persona assistita.
Tre giorni complessivi, non tre per ogni familiare
La distinzione è fondamentale: avere più lavoratori autorizzati non significa disporre di tre giorni a testa. I tre giorni mensili rappresentano un unico limite riferito alla persona con disabilità e devono essere condivisi tra coloro che hanno diritto all’assistenza. I permessi sono retribuiti e possono essere utilizzati anche in forma frazionata in ore. Per le famiglie con più caregiver diventa quindi importante organizzare la distribuzione delle assenze nel corso del mese.
Dal 2026 si rafforzano i controlli Inps
Sul fronte delle verifiche arriva una novità. La legge di Bilancio 2026 ha previsto una piattaforma telematica dell’Inps collegata ai flussi UNIEMENS, destinata anche a rafforzare i controlli sul corretto utilizzo dei permessi. Da settembre sono inoltre operative nuove indicazioni per la compilazione dei flussi relativi ai conguagli dei permessi, con ulteriori informazioni richieste nella gestione contributiva. L’obiettivo è rendere più puntuale il riscontro tra benefici utilizzati e dati trasmessi dai datori di lavoro.
Permessi 104 e congedo straordinario
Una situazione specifica riguarda le famiglie nelle quali, per assistere la stessa persona con disabilità grave, vengono utilizzati sia i permessi della Legge 104 sia il congedo straordinario. L’Inps ha chiarito che lavoratori diversi possono essere autorizzati rispettivamente alla fruizione dei due benefici per lo stesso assistito, ma questi devono essere utilizzati alternativamente e non negli stessi giorni. Si tratta di una disciplina distinta dalla semplice condivisione dei tre giorni mensili di permesso tra più aventi diritto.
