Sebbene i test su strada delle tecnologie driverless siano effettivi in Italia da oltre sette anni, la loro gestione ha risentito finora di un vuoto normativo, superato solo tramite autorizzazioni ad hoc per ogni singolo veicolo. Questo scenario è destinato a cambiare grazie al testo base di riforma del Codice della Strada.
Il documento, in fase di consultazione fino al 13 settembre di questo anno, introduce per la prima volta i veicoli automatizzati all’interno dell’ordinamento giuridico italiano.
Ma cosa si intende quando parliamo di guida autonoma? Si tratta di una particolare tecnologia che consente a un veicolo di gestire marcia, orientamento e manovre nel traffico in totale autonomia, senza l’intervento di chi guida.
L’Italia si sta adeguando a questa nuova realtà, aggiornando il Codice della Strada. Le nuove norme, pertanto, riguarderanno sia i veicoli a controllo parziale che quelli a piena autonomia, che appartengono alla categoria internazionale M (trasporto persone) e N (trasporto merci). Tali vetture devono rispettare gli standard europei.
Le linee guida generali vengono fissate all’interno del Codice, mentre i requisiti tecnici specifici verranno successivamente definiti mediante un decreto del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
Nella nuova riforma, la normativa si concentra sui livelli di automazione SAE 3, 4 e 5. Non vengono presi in esame i classici sistemi di assistenza (come la frenata d’emergenza o il mantenimento di corsia) già ampiamente diffusi.
Ovviamente l’introduzione delle auto senza pilota avverrà con la massima cautela e non comporterà un’apertura immediata. Il piano del governo punta su una diffusione a tappe: inizialmente i test saranno limitati a tragitti predeterminati e vincolati a specifici permessi, per poi estendersi a più tipologie di strade man mano che verranno approvati i successivi provvedimenti attuativi. Prima di ottenere il via libera, ogni mezzo dovrà superare rigorosi controlli di sicurezza. I test serviranno a certificare la tenuta in caso di urto, la stabilità dei software con qualsiasi meteo e la protezione dei sistemi informatici da attacchi hacker.
Non solo. È richiesta la presenza di una persona a bordo dell’auto a guida automatizzata, una persona che rispetti dei precisi requisiti e che svolga il ruolo di “controllore” della vettura. Il controllore deve essere in grado di intervenire tempestivamente sul veicolo in caso di problemi. Grosse responsabilità anche sul produttore della vettura in caso di guasti.
