«La nostra professione sta cambiando pelle rapidamente e l’intelligenza artificiale rende questa trasformazione ancora più evidente. Può ottimizzare i tempi e consentirci di dedicarci maggiormente alla consulenza e all’affiancamento di imprese e cittadini, ma servono regole precise e un’adeguata formazione». Lo ha affermato Marco Cuchel, presidente dell’Associazione Nazionale Commercialisti, intervenendo al Cnpr Forum dedicato al futuro della professione.
Marco Natali, presidente nazionale di Confprofessioni, ha avvertito che «il mercato potrebbe dividersi tra professionisti capaci di adattarsi rapidamente e colleghi destinati a essere progressivamente esclusi. Il principale rischio è la creazione di un divario tra chi saprà utilizzare le nuove tecnologie e chi resterà indietro».
Sulla necessità di governare il cambiamento si è soffermato anche Mario Michelino, presidente dell’Associazione Nazionale Dottori Commercialisti. «L’intelligenza artificiale è entrata con forza nella professione. Non possiamo eliminarla, ma dobbiamo dotarci degli strumenti necessari per evitare che prevalga sull’attività dei nostri studi».
Secondo Domenico Posca, presidente dell’Unione Italiana Commercialisti, «la sfida è particolarmente stimolante. L’IA può diventare un supporto prezioso e un’opportunità per una categoria abituata a confrontarsi con il mercato anche in assenza di esclusive professionali».
Sabatino Broccolini, commercialista e revisore legale dell’Odcec di Teramo, ha ribadito il valore strategico della categoria. «Il commercialista non è mai stato un semplice esecutore di adempimenti, ma un interlocutore essenziale per imprese, famiglie e Pubblica Amministrazione. La nuova disciplina deve tradurre questo ruolo in un quadro normativo moderno e certo».
Più critica Loredana Lesto, consigliera nazionale dell’ANC, che ha richiamato il pericolo di un progresso troppo rapido e non adeguatamente controllato. «L’intelligenza artificiale è entrata anche nella riforma fiscale, ma dobbiamo chiederci cosa abbia fatto la professione per governare questo avanzamento e tutelare il proprio ruolo».
Le conclusioni dei lavori, coordinati da Annamaria Belforte, sono state affidate a Paolo Longoni, consigliere dell’Istituto nazionale esperti contabili: «Trattandosi di una legge delega, ha osservato, la partita decisiva si giocherà nei decreti attuativi. L’accesso anticipato punta a rendere la professione più attrattiva, ma da solo non appare sufficiente ad affrontare la crescente crisi di vocazioni».
