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Retrogusto

Masseto, arriva l’edizione 2023

Il grande vino di Bolgheri pronto ad affrontare il mercato dal prossimo 1° ottobre con un’annata che ha costituito una vera sfida per gli enologi aziendali a causa delle tante piogge. Colore rubino profondo, profilo aromatico che parte dai frutti scuri e prosegue con pepe nero, tabacco dolce e grafite, in bocca trama tannica levigata e sostenuta da un’acidità che mantiene freschezza e slancio

Masseto

Il 1° ottobre arriva sui mercati Masseto 2023, nuova annata di uno dei vini italiani più conosciuti e ricercati nel mondo. Una storia cominciata quarant’anni fa, nel 1986, da un vigneto affacciato sul Tirreno a Bolgheri e soprattutto da un’intuizione allora tutt’altro che scontata: piantare viti su un pendio caratterizzato da argille blu di origine pliocenica, andando contro consuetudini e consigli dell’epoca.

Masseto
Masseto

Da quel vigneto nasce ancora oggi Masseto, figlio di un microclima segnato dalle brezze marine, dalla luce riflessa dal Tirreno e soprattutto da quei terreni argillosi che rappresentano la particolarità del luogo. L’annata 2023 ha messo alla prova questo piccolo ecosistema già in primavera. Dopo un inverno mite e un germogliamento regolare, le piogge sono state abbondanti: preziose per ricostituire le riserve idriche, meno semplici da gestire in vigna, dove è stato necessario un accurato lavoro di selezione.

«La natura ci ha lanciato una sfida e noi l’abbiamo colta e trasformata in valore», racconta Marco Balsimelli, direttore tecnico di Masseto.

L’estate ha poi cambiato registro. Sole e luce, senza eccessi prolungati di temperatura, hanno permesso una maturazione lenta delle uve, sostenuta dall’acqua accumulata nei mesi precedenti. A fine agosto sono tornate le piogge, mentre settembre ha portato notti più fresche: una combinazione che ha aiutato a conservare acidità e freschezza e a sviluppare la componente aromatica.

La vendemmia è partita il 6 settembre e si è chiusa quasi un mese dopo, il 5 ottobre. Le parcelle sono state raccolte separatamente a mano, con i grappoli sistemati in cassette da 15 chili. Poi un viaggio decisamente breve: la cantina di Masseto è infatti scavata sotto il vigneto, così tra raccolta e vinificazione trascorrono pochi minuti.

Dopo la diraspatura, gli acini vengono pigiati delicatamente e trasferiti per gravità nelle vasche di cemento. Anche in cantina ciascuna parcella conserva la propria identità e viene vinificata separatamente. La fermentazione malolattica avviene in barrique, per l’80% nuove, nelle quali comincia anche l’affinamento. «Ogni parcella ha una voce – spiega Balsimelli –. La vinifichiamo separatamente perché possa esprimersi appieno. Solo quando arriva il momento dell’assemblaggio, i caratteri diversi si incontrano e diventano Masseto».

Il vino trascorre complessivamente 24 mesi in barrique. Dopo l’imbottigliamento resta ancora nella cantina della tenuta per proseguire l’affinamento prima della commercializzazione.

Masseto 2023 si presenta di colore rubino profondo. Il profilo aromatico parte dai frutti scuri e prosegue con pepe nero, tabacco dolce e grafite. In bocca la trama tannica è levigata, sostenuta da un’acidità che mantiene freschezza e slancio. Per Balsimelli è «vibrante ed equilibrato. Un vino che parla già con chiarezza e ha un lungo futuro davanti».

Quarant’anni dopo la prima vendemmia, tutto continua a partire da quello stesso fazzoletto di argilla blu davanti al mare.

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