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Risparmio sui consumi, ecco quali dispositivi non si devono mai staccare dalla presa

A fronte di un risparmio di poche decine di euro all’anno si rischia di dover affrontare spese di riparazione ben più pesanti

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La consapevolezza che lasciare in stand-by gli elettrodomestici può arrivare a incidere fino al 7-10% sulle bollette della corrente elettrica alla fine di ogni anno ha portato tanti a decidere di scollegare ogni apparecchio non utilizzato dalla presa.

Se da un lato, così facendo, si riesce a risparmiare, dall’altro si rischia invece di dover sborsare ancora più denaro per le riparazioni: alcuni dispositivi elettronici, infatti, sono stati creati appositamente per dover restare sempre connessi alle reti elettriche, così da svolgere una serie di operazioni di controllo di default e di aggiornamento di sistema che avvengono in background. Scollegare l’alimentazione significa pertanto interrompere queste funzioni automatiche, causando malfunzionamenti e la rottura anticipata dei componenti interni.

Uno di questi dispositivi è il router, che, se costantemente in funzione, incide sulla bolletta per una cifra che va dai 20 ai 50 euro all’anno. Oggi questi dispositivi non si limitano solo a gestire la connessione alla rete di personal computer e cellulari, ma sono in grado di coordinare ecosistemi ben più vasti come quelli legati alla domotica.

Staccare dalla presa l’apparecchio elettronico per risparmiare poche decine di euro può comportare danni ben peggiori: a ogni accensione, infatti, esso è costretto a riconfigurare da zero l’intera rete di casa e a ridistribuire gli indirizzi IP a tutti i vari dispositivi associati. Il riavvio sistematico rende più frequenti i disallineamenti, causando conseguenze soprattutto nei sistemi VoIP e costringendo spesso l’utente a dover provvedere a impostare nuovamente i parametri di configurazione. Il rischio non vale la candela, per cui è consigliabile lasciare il router sempre attaccato alla presa.

Stesso discorso per quanto concerne i televisori OLED, che utilizzano diodi organici a emissione di luce in grado di modulare la luminosità a livello di singolo pixel, garantendo un rapporto di contrasto infinito e neri assoluti. Questa struttura a emissione diretta richiede una gestione software sofisticata per contrastare il naturale decadimento differenziale dei materiali organici provocato dallo stress elettrico e termico.

Quando il televisore viene posto in modalità stand-by tramite telecomando, la scheda madre rimane alimentata per avviare dei cicli di compensazione e pulizia del pannello automatici necessari a preservare i pixel organici ed evitare l’effetto burn-in, ovvero quel difetto permanente in cui un’immagine statica, come il logo di un canale TV o una barra di navigazione, lascia un’ombra “fantasma” sbiadita impressa per sempre sullo schermo.

In questa fase la TV riduce al minimo i consumi (circa 0,5 W o poco più se collegata a internet o a periferiche) ma mantiene alimentata la mother board proprio per gestire i timer interni e gli aggiornamenti. Togliere fisicamente la corrente al dispositivo ogni volta che si spegne impedisce l’avvio di questi cicli di manutenzione, aumentando enormemente il rischio di usura irregolare e di stampaggio permanente del pannello.

Anche la stampante inkjet rientra tra i dispositivi che si danneggiano se privati continuamente di alimentazione. Visto che spesso viene usata solo ogni tanto, molti pensano che scollegarla dalla presa dopo la stampa sia una buona mossa per azzerare i consumi fantasma: in realtà, succede l’esatto contrario. Ogni volta che la stampante viene riaccesa inserendo la spina, il sistema fa partire da zero un controllo hardware automatico e un ciclo completo di lavaggio degli ugelli, cosa che provoca un enorme consumo d’inchiostro.

Oltre all’esaurimento precoce della cartuccia, si rischia anche di forzare la testina a stare in una posizione differente dalla sua stazione di parcheggio ermetica: ciò espone gli ugelli all’aria, facendo solidificare l’inchiostro al loro interno. Le ostruzioni che si creano bloccano il passaggio del colore e compromettono la qualità della stampa, nel migliore dei casi: quando trascorre molto tempo, questa condizione può costringere l’utente a dover sostenere una costosissima riparazione, se ancora possibile, o a dover sostituire direttamente l’apparecchio con uno nuovo.

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