Ogni mattina a Milano, come sorge il sole, un cittadino si sveglia e sa che spunterà un nuovo candidato sindaco. Ironie a parte, la lettura della situazione da parte del governatore Attilio Fontana è tranchant ma abbastanza realista: "Il balletto delle candidature inizia a essere un po' ridicolo". Una poltrona per venti e rotti. Ieri è stata la volta del capogruppo di Forza Italia e già sfidante di Beppe Sala nel 2021 Luca Bernardo, pronto a riprovarci dopo 5 anni in Consiglio. Sono già scesi in campo per il centrodestra l civico Antonio Civita, patron del Panino Giusto, l'ex Fi Pietro Tatarella, se si faranno le primarie come sta proponendo da qualche giorno il leader della Lega Matteo Salvini è pronta a correre la sua vicesegretaria Silvia Sardone, campionessa di preferenze sotto la Madonnina, si è partiti oltre un anno fa col nome dell'ex rettore Ferruccio Resta e con il leader di Noi Moderati Maurizio Lupi, sponsorizzato da Ignazio La Russa. Via via tra i papabili sono spuntati l'ex presidente di Assolombarda Alessandro Spada, il giornalista-influencer Roberto Parodi, l'ex rettrice Giovanna Iannantuoni, l'ex assessore della giunta Moratti Giovanni Terzi. Il ministro FdI Crosetto ha proposto il sottosegretario Fi Matteo Perego di Cremnago, anche se il partito caldeggia l'ipotesi dell'economista Carlo Cottarelli per allargare ad Azione. Si è messo a disposizione il presidente dell'Ordine degli Avvocati Antonino La Lumia. Anche a sinistra, tra la vicesindaco Anna Scavuzzo e l'assessore Emmanuel Conte già in pista e il collega Tommaso Sacchi a un passo, l'attivista Tommaso Goisis, il capogruppo regionale Pd Pierfrancesco Majorino, il giornalista Mario Calabresi, l'assessore del Municipio 1 Lorenzo Pacini e la ricercatrice Carlotta Cossutta, nipote del leader comunista Armando, in rampa di lancio, l'ipotesi non smentita della rettrice Donatella Sciuto, l'elenco si sta allungando. Fuori dagli schieramenti c'è il direttore del Museo Leonardo3 Massimiliano Lisa.
Un tale affollamento sulle prima ha inorgoglito il centrodestra - "se rispetto al 2021 si fanno avanti in tanti, e nomi di livello, vuol dire che ci vedono come una coalizione competitiva e la partita è aperta" ha sottolineato l'eurodeputato FdI Carlo Fidanza - ma rischia di diventare un problema. Salvini ha lanciato l'ipotesi primarie. Freddino ma aperto il governatore Fontana: "Sono sempre dell'opinione che non siano propriamente parte della nostra cultura politica e temo anche che molte volte possano essere condizionate da infiltrazioni di persone che non fanno parte di quella parte politica e che possono condizionare i risultati. Questa è una valutazione mia. Detto ciò, se questa è l'unica strada, che si facciano, perché è un balletto che inizia ad essere un po' ridicolo". Chiude il segretario nazionale di Forza Italia Antonio Tajani: "Primarie per Milano? Lasciamo perdere le chiacchiere - ha dichiarato ieri a Radio24 -: saranno i vertici a decidere il miglior nome possibile. Io credo che un civico sia la scelta migliore perché si allargano i consensi e la base. Ne sono convinto e lo dirò quando si sceglieranno i candidati di Roma, Milano, Torino e Napoli". Tra gli azzurri anche in passato si è espresso a favore dei gazebo il consigliere regionale Giulio Gallera che ribadisce: "Il fatto che nelle ultime settimane ogni giorni spunti un candidato da un lato può lusingare il centrodestra ma dall'altro penso stia ormai raggiungendo livelli un po' eccessivi. Forse l'idea dei gazebo può essere una soluzione, da sempre ritengo che siano uno strumento di selezione positivo, accendono il confronto e coinvolgono i cittadini". Per provare a sciogliere qualche nodo, ieri sera hanno cenato in un ristorante a Milano il presidente FdI del Senato Ignazio La Russa e i coordinatori regionali di Fi Alessandro Sorte, Nm Alessandro Colucci, Carlo Maccari di FdI e Massimiliano Romeo della Lega.
Ospite a un convegno al Pirellone, ieri La Russa a una domanda su Tatarella si è limitato a rispondere: "É un bravo ragazzo". Per la capogruppo di Nm Mariangela Padalino (ovviamente sponsor di Lupi) "il confronto sul futuro di Palazzo Marino è ridotto a un interminabile imbarazzante toto nomi, serve un progetto per la città".