Il Comune chiama altri operatori per «rimpolpare» il servizio di car sharing decimato della crisi dell’ultimo anno. Le difficoltà del settore hanno portato, infatti, nel 2026 alla cessazione dell’attività di tre dei quattro operatori presenti in città, rendendo necessario un aggiornamento del modello regolatorio. «Con questo nuovo bando - spiega l’assessora comunale alla Mobilità Arianna Censi - adeguiamo il servizio ai cambiamenti degli ultimi anni e orientiamo il mercato verso flotte sempre più sostenibili, una maggiore presenza nelle periferie e una migliore qualità del servizio».
Obiettivo dell’amministrazione è consolidare e rilanciare un servizio che rappresenta uno degli strumenti fondamentali della mobilità condivisa, complementare al trasporto pubblico, «aggiornandone le regole alla luce dei profondi cambiamenti intervenuti negli ultimi anni nelle abitudini di spostamento dei cittadini» spiega una nota.
L’avviso pubblico punta a favorire un sistema di car sharing più sostenibile, capillare e accessibile, incentivando l’impiego di veicoli elettrici e a bassissime emissioni, l’estensione del servizio nelle aree periferiche della città e nei Comuni della prima cintura, una maggiore tutela degli utenti. Per quanto riguarda le emissioni: per i quadricicli e autoveicoli totalmente elettrici o con emissioni inferiori a 20g di CO2 oppure a quelli dotati di allestimenti per persone con disabilità non sarà applicato alcun canone mensile. Il canone per ciascuna auto aumenterà, invece, progressivamente in base all’aumentare delle emissioni fino a un massimo di 200 euro per i veicoli con emissioni superiori a 121 g CO2.
Palazzo Marino punta in alto e pretende dai futuri operatori standard più elevati per il servizio di auto a noleggio con l’obbligo di garantire il servizio 24 ore su 24, tempi certi per la gestione delle segnalazioni e la rimozione dei veicoli in caso di criticità, con applicazione di penali per gli operatori inadempienti, una maggiore accessibilità grazie all’inserimento di mezzi attrezzati per il trasporto di persone con mobilità ridotta oppure la previsione di scontistiche per utenti notturni o abbonati al trasporto pubblico.
«Il car sharing è presente a Milano dal 2013, ma da allora sono cambiate le modalità di utilizzo. Negli ultimi anni - spiega l’assessora Censi - il monitoraggio svolto da AMAT ha evidenziato un’evoluzione: i milanesi usano lo sharing per fare meno spostamenti, ma di durata maggiore, a conferma di un impiego sempre più orientato a sostituire l’auto privata piuttosto che agli spostamenti dell’ultimo miglio».
