Regione Lombardia continua a investire nella valorizzazione del patrimonio storico-industriale e imprenditoriale del territorio. La Giunta regionale, su iniziativa dell’assessore allo Sviluppo economico Guido Guidesi e di concerto con gli assessori Francesca Caruso e Debora Massari, ha approvato la delibera di rifinanziamento del bando «Musei di Impresa 2026» investendo 2,5 milioni di euro per sostenere tutti i 49 progetti ammessi in graduatoria. Il provvedimento incrementa l’iniziale dotazione di 1.392.000 euro. La misura consiste nella concessione di un contributo a fondo perduto alle aziende per riqualificare il proprio museo di impresa, sostenendo sia la creazione di nuovi allestimenti, anche digitali, che la valorizzazione dei siti esistenti, comprese le aree visitabili degli stabilimenti. L’agevolazione copre il 100% delle spese, per un massimo di 50mila euro a fronte di un investimento minimo di 10mila per imprese singole o in aggregazione. Nel caso di un progetto presentato da una filiera produttiva riconosciuta da Regione, l’importo massimo sale a 80mila euro per investimenti minimi di 20mila. «L’obiettivo è salvaguardare il patrimonio tecnico-industriale, diffondere la conoscenza della storia industriale e della cultura del lavoro lombarda, dare valore alle storie imprenditoriali di eccellenza e promuovere l’attrattività delle imprese e dei territori» si legge in un comunicato della Regione.
«Con il rifinanziamento del bando - sottolinea l’assessore Guidesi - confermiamo una scelta strategica: valorizzare un patrimonio unico che racconta la nostra identità produttiva e la storia del successo economico del territorio. Abbiamo voluto costruire uno strumento concreto per sostenere le imprese che realizzano nuovi musei o ristrutturano quelli esistenti, rendendoli sempre più accessibili, moderni e capaci di trasmettere conoscenza. È un investimento culturale, economico e sociale che guarda lontano e che Regione Lombardia continuerà a sostenere con convinzione». I musei di impresa, afferma l’assessore alla Cultura Francesca Caruso «rappresentano un presidio culturale di straordinario valore perché custodiscono e raccontano la memoria del lavoro, dell’innovazione e della creatività lombarda. Documenti, marchi, brevetti, archivi, macchinari e prodotti sono testimonianze preziose della nostra storia industriale e della capacità della Lombardia di essere protagonista dello sviluppo economico nazionale e internazionale».
