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“La cella è troppo affollata”. E lo straniero condannato per violenza sessuale ottiene sconto di pena e risarcimento

A Prato, in Toscana, un detenuto pakistano condannato per violenza sessuale su minore sarà scarcerato con 199 giorni d’anticipo (ottenendo anche 288 euro di risarcimento) a causa del sovraffollamento carcerario

“La cella è troppo affollata”. E lo straniero condannato per violenza sessuale ottiene sconto di pena e risarcimento
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Un cittadino straniero di 61 anni, condannato per violenza sessuale su minore, potrà beneficiare di uno sconto di pena pari di 199 giorni. Il motivo? Le condizioni “degradanti” e “disumane” in cui è stato costretto a vivere durante il periodo di detenzione nel carcere della Dogaia a Prato (in Toscana). Stando a quel che riporta il quotidiano La Nazione, questo è quanto stabilito dal tribunale di Sorveglianza di Firenze accogliendo la richiesta dell'uomo, assistito dall’avvocato Andrea Palazzeschi, che da 2017 è detenuto nella casa circondariale di Prato per scontare una condanna definitiva a 12 anni per violenza sessuale su un minore.

Il detenuto in questione, tramite il proprio legale, avrebbe più volte sollecitato il tribunale di sorveglianza a intervenire a causa delle condizioni che lui riteneva “degradanti” in cui si svolgeva la detenzione. E tra le problematiche che lo stesso tribunale ha constatato c’è a quanto pare quella del sovraffollamento: in una cella da due persone sarebbero reclusi tre detenuti, lasciando lo spazio a loro disposizione sotto i tre metri quadrati, limite imposto per legge. Il tribunale ha a quanto sembra accertato che l’uomo è rimasto per 2.026 giorni nella cella insieme ad altri due detenuti vivendo in spazi angusti e ristretti.

Ed oltre ad avergli concesso lo sconto della pena per la ristrettezza della cella (calcolando, come prevede la legge, un giorno in meno di carcere ogni 10 di sovraffollamento o condizioni degradate) gli ha perfino disposto 288 euro a titolo di risarcimento per altri 16 giorni di detenzione “degradante”. E’ così, l’uomo sarà a quanto sembra scarcerato nei prossimi mesi, con quasi un anno di anticipo rispetto a quanto previsto dalla pena che gli era stata inflitta.

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