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I 39 minuti, la bodycam, la tensione in piazza: cosa sappiamo della morte di Fakir. I pm: "Fatti più estesi rispetto alle immagini"

La Procura acquisisce i filmati dell’intervento e le chiamate al 112. L’esame autoptico sarà decisivo per stabilire le cause del decesso. Anche l'Azienda sanitaria avvia un'indagine interna

I 39 minuti, la bodycam, la tensione in piazza: cosa sappiamo della morte di Fakir. I pm: "Fatti più estesi rispetto alle immagini"
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Sono racchiusi nelle immagini di una bodycam i 39 minuti che potrebbero chiarire quanto accaduto ieri mattina al Pilastro, quartiere periferico di Bologna, dove Abderrahim Fakir è morto durante un intervento della polizia. Il 42enne era stato immobilizzato da due agenti e da un residente, uno dei cittadini che avevano chiesto l’intervento delle forze dell’ordine segnalando al 112 la presenza di un uomo “in escandescenze”.

La registrazione effettuata dalla telecamera indossata da uno dei poliziotti è stata immediatamente messa a disposizione della magistratura. La Procura di Bologna dovrà ricostruire ogni fase dell’operazione e stabilire le cause del decesso. Secondo quanto riportato dal Corriere, dal Viminale è arrivata l’indicazione di garantire la massima collaborazione agli inquirenti: “Non c’è nulla da nascondere, collaborazione totale con chi indaga”.

La notizia della morte di Fakir è giunta nel pomeriggio. Il capo della polizia Vittorio Pisani ha contattato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, concordando una linea improntata alla completa trasparenza. Anche ai vertici della Questura di Bologna è stato chiesto di affrontare la vicenda “con tutta la trasparenza” richiesta da un episodio tanto delicato.

Gli accertamenti si concentrano soprattutto sulle modalità utilizzate per contenere il 42enne. Durante l’intervento, i due poliziotti hanno impiegato uno spray urticante a base di capsicum nel tentativo di rendere inoffensivo l’uomo. Sarà l’autopsia a stabilire se la sostanza possa aver avuto un ruolo nel decesso, anche in relazione all’eventuale presenza di problemi di salute pregressi o di particolari forme allergiche.

La Procura bolognese ha fatto sapere che gli accertamenti "terranno conto dell'intero sviluppo dei fatti (di più ampia estensione temporale rispetto al video sino ad ora diffuso in rete, pure acquisito da quest'ufficio) e dell'intervento degli operatori sia delle forze dell'ordine sia del personale sanitario". Al momento, i pm hanno iscritto "quanti hanno preso parte alle diverse fasi del prolungato intervento" nel rione Pilastro che ieri si è concluso con la morte di Abderrahim Fakir nel "registro modello 45-bis". Entrando nel dettaglio, due poliziotti del commissariato Bolognina e quattro sanitari (due volontari della Croce Rossa e due sanitari del 118), tutti presenti al momento del decesso dell'uomo. Per gli agenti è scattato lo scudo penale, che consente alla Procura di annotare fatti di reato che risultano manifestamente commessi in presenza di una causa di giustificazione, evitando l’automatica iscrizione della persona nel registro degli indagati.

La ricostruzione provvisoria colloca l’inizio dell’intervento alle 12.15, quando in via Italo Svevo è arrivata un’autoradio del commissariato Bolognina. Secondo quanto emerso in mattinata, i poliziotti intervenuti in via Svevo avrebbero segnalato al 118 un uomo alle prese con una crisi psichiatrica. In precedenza gli agenti erano stati contattati dai residenti, poichè Fakir avrebbe preso di mira il conducente di un'auto che stava entrando in un garage. Gli investigatori acquisiranno anche le registrazioni delle telefonate effettuate al numero unico di emergenza. Parallelamente, l’Azienda sanitaria ha avviato un’indagine interna per verificare i tempi e le modalità dei soccorsi.

Alle 12.36 il personale della Croce Rossa presente sul posto ha chiesto alla centrale operativa un consulto medico. Sei minuti più tardi, dall’ospedale Maggiore, è partita l’automedica Bologna 101, arrivata in via Svevo alle 12.53. È stato il secondo equipaggio sanitario a constatare la morte del 42enne.

La Croce Rossa Italiana ha espresso il proprio "cordoglio" alla famiglia di Abderrahim Fakir e s'è dichiarata "a completa disposizione dell’autorità giudiziaria per contribuire a fare piena chiarezza su quanto accaduto". "Dalle prime informazioni in nostro possesso, l’equipaggio Cri in servizio di 118 giunto sul posto, dopo aver richiesto alla centrale operativa l’invio dell’automedica, è intervenuto appena terminato l'intervento degli agenti di Polizia per valutare le condizioni cliniche della persona, procedendo quindi a manovre di rianimazione cardiopolmonare (Rcp) protratte fino all’arrivo dell’automedica, che ne ha constatato il decesso"", fa sapere la CRI: "La morte di una persona rappresenta sempre un fatto tragico e l’intera comunità di Croce Rossa Italiana, composta da 152mila volontarie e volontari che operano quotidianamente a tutela della vita umana, rinnova il suo cordoglio ai cari di Abderrahim Fakir".

Nelle ultime ore la Croce Rossa di Bologna è finita nel mirino degli attacchi degli hater. "Scatenato dai social, c'è un attacco verso un'istituzione che per suo principio soccorre indiscriminatamente tutti i cittadini. Questo ci ferisce e ferisce i soccorritori, che oggi vengono additati a persone che non hanno fatto il loro dovere", le parole all'Ansa di un portavoce, che ha rimarcato come i quattro soccorritori fossero lì "in attesa di poter intervenire": "Non è pensabile che potessero farlo su un soggetto che in quel momento era sotto le mani delle forze dell'ordine. Quando ci è stato concesso farlo, siamo intervenuti".

Attesi aggiornamenti a stretto giro di posta. Le immagini della bodycam saranno recuperate e analizzate con l’intervento di un consulente terzo nominato dai magistrati.

Dal ministero dell’Interno viene ribadito che gli agenti avrebbero seguito le procedure previste, senza commettere abusi. Una valutazione che dovrà ora essere confrontata con i filmati, le testimonianze, gli esiti dell’autopsia e tutti gli altri elementi raccolti dalla Procura.

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