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Milano

Inchiesta arbitri, i pm: "Nessuna combine da Gianluca Rocchi". Anche l'Inter archiviata

Va a Monza il capitolo sulle cosiddette "bussate" alla sala var di Lissone. "Nessun sistema strutturato volto a interferire sulle nomine". Gli atti alla giustizia sportiva e al Coni per valutare eventuali illeciti

Inchiesta arbitri, i pm: "Nessuna combine da Gianluca Rocchi".  Anche l'Inter archiviata

Non ci fu nessuna combine organizzata da Gianluca Rocchi, l'ex designatore arbitrale accusato di frode sportiva per avere assecondato le presunte richieste dei alcuni club. È la valutazione della procura di Milano che, dopo due anni di indagine ha stabilito che vi sono elementi sufficienti alla prosecuzione dell'inchiesta. Nelle imputazioni per frode sportiva, che ora si chiede di archiviare, i pm contestavano a Rocchi di aver "pilotato" le assegnazioni di arbitri "in concorso con esponenti della società sportiva Inter" non individuati. Si è saputo solo oggi che la società sportiva era stata iscritta nel registro degli indagati per la legge sulla responsabilità amministrativa, ma che è stata già archiviata, per "diretta esclusione del reato presupposto".

Si legge nella nota della procura che nel merito del materiale probatorio raccolto, non vi è "un sistema strutturato volto a interferire sulle nomine". Si parla nel comunicato di distinzione "tra la frode sportiva penalmente rilevante, che presuppone condotte fraudolente, astrattamente idonee e volte ad incidere sulla regolarità della singola gara" dalle "condotte di interferenza oggettivamente prive di tali caratteristiche". Il materiale consiste nell'"esame analitico dei risultati delle intercettazioni telefoniche e della loro tempistica, in taluni casi comparato con gli esiti dei servizi di pedinamento". È stato invece trasmesso a Monza il capitolo di inchiesta sulle cosiddette "bussate" alla sala var di Lissone che si trova appunto nel territorio monzese e che riguarda ancora anche Rocchi. Gli atti alla giustizia sportiva e alla Procura Generale del Coni per valutare eventuali illeciti. "L'ho sentito ed è molto contento, ora valuteremo cosa fare. Domani lo vedrò e ne parleremo per bene", sono le parole a LaPresse dell'avvocato Antonio D'Avirro, legale di fiducia di Gianluca Rocchi. "Fortunatamente si è risolto tutto in tempi brevi, anche se il costo che ha dovuto pagare Rocchi è stato pesante. Perché quando è esplosa la cosa si parlava più di lui che di Trump", ha aggiunto.

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