Anche il terzo minorenne accusato di avere aggredito e rapinato Davide Simone Cavallo, lo studente bocconiano che per la brutale violenza subita nell’ottobre scorso ha riportato lesioni permanenti, è uscito dal carcere Beccaria ed è stato collocato in una comunità protetta. Lo ha deciso ieri il Tribunale per i minori che, come è accaduto nei mesi scorsi per altri due ragazzi, con il parere favorevole del pm, ha attenuato la misura cautelare e aggiornato il procedimento al prossimo 26 ottobre.
Il rinvio, con sospensione dei termini di custodia cautelare, è per concedere un ulteriore periodo di osservazione dei tre che possa essere utile alla eventuale concessione della messa alla prova. I tre giovani, imputati con altri due maggiorenni - già giudicati in primo grado dal gup - interpellati in aula dal giudice, hanno espresso la loro volontà di intraprendere il programma di messa alla prova, anche alla luce del percorso in carcere e in comunità che, seppur con difficoltà, valutano abbastanza positivamente. In occasione dell’udienza di ieri Cavallo, come aveva già fatto con gli aggressori maggiorenni, ha abbracciato a lungo nel cortile del Tribunale per i minorenni i tre imputati, che presero parte alla rapina per 50 euro in corso Como. Gli imputati hanno parlato a lungo con la vittima prima dei saluti. Secondo le indagini, i minorenni hanno commesso la rapina e il pestaggio, con calci e pugni, mentre la coltellata che ha reso Cavallo disabile è stata sferrata da Alessandro Chiani, 20 anni, già condannato a 20 anni di reclusione. Il giovane gravemente ferito si è anche detto disponibile a incontrare in sede protetta tutti e cinque i suoi aggressori nell’ambito del percorso di giustizia riparativa.
Alcuni giorni fa Chiani ha depositato l’atto di appello contro la condanna che gli è stata inflitta dal gup Alberto Carboni con il rito abbreviato. Mentre nei prossimi giorni partirà il procedimento per la richiesta risarcitoria presso il Tribunale civile nei confronti dei genitori degli imputati per i danni riportati da Cavallo e dai suoi familiari, assistiti dall’avvocato Giovanni Azzena.
La decisione di scarcerare anche il terzo minorenne sarebbe stata presa in base tra l’altro a una relazione dei servizi sociali minorili che hanno chiesto di valutare l’opportunità del collocamento in comunità. Prima di lasciare il Tribunale lo studente della Bocconi, davanti alle telecamere, ha detto di aver notato una maggiore «presa di coscienza» da parte dei tre ragazzi di quel che è accaduto in corso Como. E poi: «Siamo tutti e sei legati da un evento orribile. Ogni volta che li vedo so che possiamo starci vicini, se vogliamo, e questo è il percorso che tutti mi sembra abbiamo deciso di intraprendere».
