Cronaca giudiziaria

Il Viminale spegne l'entusiasmo delle Ong: la verità sulle navi "liberate" dai giudici

Nessun provvedimento definitivo ma solamente giudizi sospensivi in attesa di definizione: così i giudici hanno "liberato" le navi Ong, che già esultano

Il Viminale spegne l'entusiasmo delle Ong: la verità sulle navi "liberate" dai giudici

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Il Viminale spegne l'entusiasmo delle Ong: la verità sulle navi "liberate" dai giudici

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Il tribunale di Ragusa ha "liberato" la nave Sea-Watch 5 dell'omonima ong tedesca e tutte le organizzazioni non governative sono impegnate nella propaganda per convincere gli italiani che stanno avendo la meglio sul decreto Piantedosi. "La legge Piantedosi che, in violazioni a norme ed obblighi imposti dal diritto internazionale, criminalizza l'operato delle navi delle organizzazioni non governative con accuse strumentali, sta venendo pian piano demolita dalla magistratura", scrivono dalla Sea-Watch, lasciando intendere che i tribunali stiano disapplicando il decreto. Tutte le Ong si stanno accodando a questa narrazione, che non è nient'altro che mera propaganda che riporta una versione distorta di quello che, in realtà, sta succedendo.

Tutti i provvedimenti finora emessi, un totale di 3 su 15 ricorsi effettuati dalle Ong, sono sospensivi. E tutti sono stati emessi a distanza ravvicinata dalla scadenza naturale del fermo, il che lascia ipotizzare che si tratti di provvedimenti dai contorni quasi strumentali. Ma è lo stesso Viminale a rimettere in ordine la questione, smorzando gli entusiasmi di quanti si sono convinti che i tribunali siano riusciti a smontare l'impianto, per altro ben incardinato, del decreto Piantedosi. "La sospensiva del provvedimento di fermo è stata disposta dall'autorità giudiziaria solo in un numero esiguo di casi (tre), peraltro sulla base di una valutazione 'sommaria' (nel senso giuridico del termine) dei fatti e, spesso, senza l'instaurazione di un contraddittorio tra le parti (inaudita altera parte)", spiegano fonti del Viminale.

Sono stati, infatti, emessi provvedimenti d'urgenza, necessari a fronte di un tempo di detenzione delle navi esiguo rispetto a quelli che sono i normali tempi della giustizia. Quindi, il tribunale in via eccezionale decide di sospendere, non annullare, il provvedimento e successivamente effettua la sua pronuncia definitiva. Per altro, fino a questo momento nessun provvedimento è stato annullato. "Si tratta di pronunce intervenute nella fase cautelare del giudizio, a carattere puramente provvisorio, destinate a essere sostituite dal giudizio definitivo di merito, ancora pendente in tutti i ricorsi proposti e autonomo nella cognizione e valutazione", concludono dal ministero dell'Interno, ridimensionando la portata della propaganda delle Ong.

A Brindisi, che è il tribunale più avanti nella gestione del caso e dove si discute il fermo della nave Ocean Viking, il giudice non ha annullato il provvedimento ma ha accolto l'eccezione di incostituzionalità

presentata dagli avvocati della Ong. A dispetto di quanto viene riportato, il tribunale ha semplicemente deciso di discutere il caso, senza valutazioni di merito, che saranno vagliate nella prossima udienza prevista il 5 aprile.

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