Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 16:03
In evidenzaAggiornato alle ore 16:03
Cronaca giudiziaria

Tredicenne violentata a Torino, lo straniero aveva già tentato di aggredirla

La Procura fa ricorso contro il provvedimento del giudice: si teme che l’uomo possa lasciare l’Italia per rientrare in Bangladesh. Il racconto choc della 13enne

Si continua a parlare del caso della 13enne abusata sessualmente in un minimarket nella periferia di Torino. Parlando con le autorità, infatti, la ragazzina ha raccontato una storia molto inquietante: l’uomo aveva già tentato di aggredirla.

Mentre la Procura fa ricorso contro il provvedimento del giudice, temendo che il soggetto possa tentare di fuggire in Bangladesh, gli investigatori stanno esaminando molto attentamente il racconto della minorenne.

Il racconto della ragazzina

Due settimane fa ero andata a comprare di nuovo delle bibite e lui mi ha rivolto le stesse domande, ‘come stavo’ e se avessi bisogno anche di merendine. Indossavo una giacca nera e in quell’occasione per salutarmi infilava il suo braccio e lo appoggiava sul mio fianco destro, arrivando vicino al seno. Ma senza toccarlo”, è quanto si legge nella denuncia riportata dal Corriere della sera.

La ragazzina ha quindi dichiarato di aver cercato di allontanarsi piuttosto che reagire. Temeva infatti che una reazione avrebbe potuto portare a conseguenze peggiori. Spaventata, è quindi uscita di corsa dal negozio. Sta ora agli inquirenti verificare il racconto e trovare elementi grazie alle immagini di videosorveglianza presenti nella zona.

Altro punto su cui fare luce è il caso di molestie commesse nei confronti di un’altra cliente, abusata prima della minorenne. Secondo quanto riportato negli atti, la 40enne è stata palpeggiata sia sui glutei che sul seno. Un video recuperato dalle forze dell’ordine mostra l’uomo mimare un atto sessuale alle spalle della vittima, che cerca di spingerlo via. Tentativo a cui il bengalese risponde con la forza, dato che afferra la donna e riprende a toccarla fin quando questa non riesce a raggiungere l’uscita del minimarket. Si cerca di identificare la donna, così da avere una voce in più in questa vicenda giudiziaria, tuttavia gli inquirenti intendono perseguire il 42enne per violenza sessuale anche per questo caso, dato che la continuità pare palese.

Il ricorso della Procura: si teme la fuga

Intanto il soggetto resta libero, anche se non ha riaperto il negozio. Nel clima di tensione che sale, la Procura ha fatto la sua mossa, presentando ricorso contro la scarcerazione. C’è infatti il forte timore che l’indagato possa tentare la fuga e tornare nel suo Paese, così da evitare il processo.

A quanto pare il soggetto, i cui familiari vivono tutti in Bangladesh, non ha una residenza ufficiale né vincoli di alcun genere che lo trattengono nel capoluogo piemontese. Inoltre è in possesso di un documento valido per l’espatrio.

Nel ricorso presentato ieri dai magistrati Dionigi Tibone e Eleonora Sciorella, la Procura definisce “illogica” la scelta del gip. I pubblici ministeri evidenziano una forte contraddizione: lo stesso giudice ha riconosciuto sia la gravità degli elementi a carico dell’uomo, inchiodato alle proprie responsabilità grazie ai filmati delle telecamere di sicurezza interna, sia l’elevata probabilità di recidiva, ma ha comunque negato la custodia cautelare in cella.

Per l’accusa, l’obbligo di firma è una misura del tutto insufficiente a garantire che l’uomo non si sottragga al futuro processo né che possa non reiterare il reato, “in ragione delle modalità della condotta attuata ai danni di una ragazza di minore età”, e “considerando che pochi minuti prima aveva attuato un comportamento del medesimo tenore ai danni di un’altra donna”, a conferma delle “difficoltà dell’indagato a contenere i suoi impulsi”.

Parlare di pentimento ad appena 48 ore di distanza, considerano i magistrati, è decisamente prematuro nella valutazione di un caso di violenza sessuale aggravata del genere, senza considerare che rimettere in libertà un individuo con tali difficoltà a controllarsi significa incrementare il rischio di una reiterazione del reato.

La parola passa ora al Riesame, la cui udienza non è ancora in calendario: anche in caso di accoglimento del ricorso, tuttavia, per il 42enne non si spalancherebbero subito le porte del carcere, dal momento che avrebbe la possibilità di ricorrere in Cassazione.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.