Sparatoria in una scuola nel sud delle Filippine. Uno studente ha aperto il fuoco nell’edificio della scuola superiore dell’Ateneo de Zamboanga University, nella città portuale di Zamboanga, uccidendo un compagno prima di togliersi la vita. Altre due persone sono rimaste ferite. Il bilancio confermato dalle autorità è dunque di due morti, compreso l’aggressore.
Secondo la prima ricostruzione della polizia, l’autore dell’attacco era uno studente di Grade 9. Il ragazzo avrebbe portato con sé delle armi all’interno del campus e, una volta nell’edificio, avrebbe inizialmente sparato contro un insegnante senza colpirlo. Poco dopo avrebbe raggiunto il quarto piano, dove ha aperto il fuoco contro uno studente di Grade 10, uccidendolo. L’aggressore si è quindi spostato al piano superiore, dove si è tolto la vita.
L’attacco sarebbe stato in parte trasmesso in diretta sui social. Secondo quanto riferito dalle autorità, il giovane indossava una telecamera e avrebbe utilizzato Facebook Live durante alcune fasi della sparatoria. Il ministro dell’Interno filippino Jonvic Remulla ha spiegato che della trasmissione sarebbero comparsi soltanto alcuni frammenti e che gli investigatori analizzeranno anche l’attività online e le chat del ragazzo per cercare di ricostruire il movente.
Dopo gli spari, centinaia di studenti sono stati evacuati dall’edificio mentre polizia e forze di sicurezza intervenivano per mettere in sicurezza il campus. Le autorità hanno successivamente comunicato che la situazione era sotto controllo, invitando genitori e familiari a seguire le indicazioni della scuola per il ricongiungimento con gli studenti.
L’episodio è il secondo attacco mortale in una scuola delle Filippine in meno di due mesi. A giugno, in un istituto pubblico di Tacloban City, due studenti avevano aperto il fuoco nel campus, provocando almeno tre morti e una ventina di feriti.
Il presidente Ferdinand Marcos Jr. ha condannato la sparatoria e ordinato alle forze dell’ordine di fare piena luce sull’accaduto e di individuare nuove misure per prevenire episodi di violenza nelle scuole. Il presidente ha sottolineato come gli istituti scolastici, luoghi nei quali i ragazzi vengono affidati perché possano «imparare, crescere e sognare il futuro», debbano essere tra i posti più sicuri del Paese.
