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Cronaca internazionale

Firma con i sauditi e cancella moglie e figlia dai social: bufera sulla calciatrice della nazionale spagnola

Esther Gonzalez passa all’Al-Qadsiah e da Instagram spariscono le fotografie della sua famiglia. Viva i diritti arcobaleno, almeno finché non arrivano gli assegni di Riad

UEFA Women's Nations League final 2nd leg - training

Viva i diritti Lgbt, almeno fino a quando non arrivano gli assegni dall’Arabia Saudita. La parabola di Esther Gonzalez, attaccante della nazionale spagnola e campionessa del mondo nel 2023, ha impiegato pochi giorni per trasformarsi in un caso internazionale. La calciatrice ha lasciato il Gotham FC per firmare con l’Al-Qadsiah Ladies, club della Saudi Women’s Premier League. Subito dopo l’annuncio dal suo profilo Instagram sono però scomparse le fotografie con la moglie Estefania Cruz e con la figlia, nata lo scorso gennaio.

Una coincidenza temporale che non è passata inosservata. In Arabia Saudita le relazioni omosessuali sono vietate e perseguite dalla legge. La Gonzalez, dunque, giocherà e contribuirà a promuovere il calcio di un Paese nel quale la sua stessa famiglia non può essere mostrata con la naturalezza riservata alle altre. Il trasferimento ha provocato dure reazioni soprattutto tra gli attivisti arcobaleno, che accusano la spagnola di avere nascosto la propria vita privata per rendersi compatibile con il nuovo datore di lavoro.

Non è possibile sapere se la rimozione delle immagini sia stata richiesta dal club o rappresenti una precauzione personale. La Gonzalez, almeno per il momento, non ha fornito spiegazioni. Resta però la plastica contraddizione tra l’identità della calciatrice e le regole del Paese che ha scelto per proseguire la carriera. Un contrasto che diventa ancora più cristallino considerando il peso sportivo e mediatico dell’attaccante: protagonista dei due titoli conquistati dal Gotham, finalista per il premio di miglior giocatrice della Nwsl nel 2025 e punto di riferimento della Spagna campione del mondo.

Proprio l’arrivo di una stella internazionale come la Gonzalez offre all’Arabia Saudita un’altra preziosa occasione di restyling. Il copione è ormai collaudato: ingaggi prestigiosi, grandi eventi, investimenti miliardari e una nuova immagine da esibire all’Occidente. Sullo sfondo ci sono i Mondiali maschili del 2034, assegnati dalla Fifa al regno saudita tra accuse e polemiche. Lo sport diventa così uno straordinario strumento di promozione, capace di spostare l’attenzione dalle leggi che comprimono libertà e diritti.

Nel caso di Esther Gonzalez, tuttavia, il paradosso è persino più vistoso. L’Arabia non ha dovuto modificare le proprie regole per accogliere una campionessa dichiaratamente omosessuale. È stata la campionessa, almeno sui social, a cancellare ciò che poteva disturbare l’Arabia. Il prezzo esatto dell’operazione non è noto. Il conto morale, invece, è già arrivato.

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