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Quindi oggi

Salis l’ha sparata enorme, clamoroso sondaggio Afd e Ranucci: quindi, oggi…

Quindi, oggi…: il ricorso contro la Rai, il caso Ceuta secondo Ilaria e la Svezia

Caccia i collaboratori senza giusta causa, poi risulta introvabile dove ha la residenza. Stangata da 310mila euro per Ilaria Salis
  • Leggo questo sondaggio in Germania che dà l’AfD al 30% con 10 punti, dico 10 punti di vantaggio sulla Cdu. Pare che i due grandi partiti tedeschi, cristiano-democratici e socialisti, messi insieme non arriverebbero alla maggioranza assoluta. Roba grossa. Questo in risposta al carissimo commissario europeo Paolo Gentiloni che, dopo la vittoria delle destre in Sassonia, aveva derubricato il tutto a un avvenimento locale di una regione grande come la Calabria e popolata di vecchi e poveracci. Continuate così e vedrete che scoppola.
  • Ah, sapete come hanno fatto in Svezia a fermare l’ultradestra? Facile: hanno iniziato a parlare come l’ultradestra. O meglio: anziché negare il problema migratorio, anziché predicare accoglienza, urlare al razzismo e al fascismo, hanno iniziato ad ascoltare le paure della gente e a formulare risposte (nette, dure, decise, non progressiste) al tema degli irregolari. Tradotto banalmente: se non hai un permesso o un visto, in Svezia non entri. Facile facile. Elly Schlein&co. lo capiranno mai?
  • Sigfrido Ranucci fa ricorso al Tribunale del Lavoro per essere reintegrato alla conduzione di Report. Due cose da dire. Primo: sono convinto, ma vedremo se mi sbaglio, che troverà un giudice pronto a dargli ragione. Siamo il Paese degli illicenziabili, dei dipendenti a cui tutto è dovuto anche dopo il peggiore degli errori, quindi non mi sorprenderebbe un esito positivo per l’ex conduttore. Secondo: vorrei tanto che il Tribunale facesse vincere Sigfrido. Perché sarebbe veramente da prendere i popcorn e sedersi al cinema: avremmo a quel punto una redazione che - a quanto pare - sta lavorando ad un’inchiesta sulla bomba di Lavitola contro Ranucci e che si ritroverebbe alla conduzione, dall’oggi al domani, lo stesso Sigfrido su cui indagano. Non vedo l’ora.
  • Altra cosa. Io non so se Ranucci sia stato demansionato e se dal punto di vista legale la Rai abbia fatto tutto secondo i crismi giuridici del caso, sinceramente me ne frego. Già solo il fatto che un vicedirettore non possa essere cacciato dall’oggi al domani secondo i desiderata dell’editore è una di quelle follie possibili solo nelle tv di Stato. Ma signori miei: parliamo di un giornalista che negli ultimi mesi, in ordine sparso, ha sparato una bufala in diretta tv prima di verificarla (Nordio-Cipriani); è corso dietro a una lettera anonima sull’attentato nei suoi confronti, mettendo in mezzo un parlamentare, per poi scoprire che l’ordigno gliela aveva messo l’amico suo; è convinto che Peter Thiel voglia i suoi dati della tessera sanitaria attraverso un concessionario, quando banalmente la legge impone la registrazione del codice fiscale per immatricolare un’auto. E noi, a uno così, dovremmo far condurre “la principale trasmissione d’inchiesta del servizio pubblico”? Eddai.
  • Non so se l’Intelligenza Artificiale ci ucciderà. Di certo cambierà le nostre vite, ma predire “quanto” è più opera da indovini che da commentatori seri. L’unica cosa di cui potete essere certi è che alle grandi aziende del settore (OpenAI, Anthropic, ecc. ecc.) non gliene frega niente dell’etica e del rischio di uccidere il genere umano. Non ci credono nemmeno loro, penso. Il primo problema sta un po’ negli investimenti richiesti dall’AI: sono enormi e non è detto che portino ai ricavi sperati, per cui adesso l’industria invoca un limite generalizzato che freni la corsa all’innovazione. Il secondo problema sta tutto nella seguente formula, che Trump ha compreso bene: chi governa l’Ai governa il mondo, dunque l’America è in corsa con la Cina e se la Cina non si ferma col cavolo che può farlo l’America.
  • Sono in parte d’accordo con quanto scritto, su Repubblica, da Federico Ferrazza. L’allarmismo sull’AI che distruggerà il mondo non aiuta a comprendere i reali rischi della nuova tecnologia. Un po’ come per il cambiamento climatico, la catastrofe imminente aiuta a generare titoli forti ma non interessa alla gente comune. La quale pare più interessata alla spesa di domani che alle teorie di Dario Amodei. Quello che dovremmo chiederci, piuttosto, è cosa fare di pratico: come reinserire nel mondo del lavoro chi perderà il proprio; come ridurre i consumi dei data center; come gestire la rivoluzione che verrà. Tutto il resto fa comodo ai titolisti, più che al dibattito serio.
  • Quindi la libertà delle donne di spogliarsi come meglio credono vale per tutte, ma non per Sydney Sweeney per fare pubblicità a un sito di scommesse sportive. My body, my choice, ma solo se sei grassa, con la barba e i rasta. Non sarà che siete banalmente invidiose?
  • Ilaria Salis interviene all’Europarlamento affermando che “Ceuta non è Spagna, Ceuta non è Europa”. Insomma: è frutto del colonialismo del passato, quindi non avremmo problemi di migrazioni se la lasciassimo agli africani. Bene. Brava. Bis. Ma allora perché non riconsegnare l’Irlanda del Nord a Dublino? E l’Italia non è forse frutto dell’invasione militare di Garibaldi? Facciamo tornare Napoli ai Borbone, cribbio. Dite che Erdogan sarà disposto a ridare alla Grecia l’Anatolia? E che pensare dell’Impero Romano: torniamo a quei confini? Due considerazioni. Primo: è preoccupante pensare che Salis sia stata in passato un’insegnante dei nostri figli, precaria, supplente o di sostegno poco importa. Secondo: ma Ilaria lo sa che anche Pedro Sanchez, santo patrono del progressismo, ha rivendicato la titolarità spagnola su Ceuta?

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