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Cronaca internazionale

L’Ungheria punta sulla regina degli scacchi: Péter Magyar candida Judit Polgar alla presidenza

La più grande scacchista della storia potrebbe diventare il prossimo capo di Stato magiaro

L’Ungheria punta sulla regina degli scacchi: Péter Magyar candida Judit Polgar alla presidenza

In un messaggio pubblicato sui social, Péter Magyar ha spiegato che l’Ungheria “ha bisogno di un presidente di cui ogni ungherese possa andare fiero”, annunciando un incontro con la celebre scacchista Judit Polgar per chiedere la sua disponibilità alla candidatura. La presidenza ungherese è una carica prevalentemente di garanzia e rappresentanza, ma assume un forte valore simbolico nel momento in cui il nuovo governo sta riscrivendo gli equilibri istituzionali dopo la fine dell’era di Viktor Orban.

Chi è Judit Polgar

La scelta appare tutt’altro che casuale. A 49 anni, Polgar è considerata unanimemente la più forte scacchista della storia. Nel 1991, ad appena 15 anni, conquistò il titolo di Grande Maestro Internazionale, battendo il record di Bobby Fischer. Per almeno 25 anni ha occupato stabilmente il primo posto nel ranking mondiale femminile, distinguendosi soprattutto per aver scelto di competere quasi esclusivamente nei tornei assoluti contro i migliori giocatori del mondo, anziché limitarsi al circuito femminile. Nel corso della sua carriera ha sconfitto numerosi campioni, tra cui Garry Kasparov, Anatoly Karpov e Magnus Carlsen. Ritiratasi dall’attività agonistica nel 2014, si è dedicata alla divulgazione, all’educazione e alla promozione del gioco degli scacchi tra i giovani.

Perché è appetibile per la presidenza

La sua candidatura giunge in una fase di trasformazione istituzionale. Dopo la vittoria di Magyar nella primavera scorsa e la conclusione anticipata del mandato del presidente Sulyok, spetta ora al Parlamento l’elezione di un nuovo capo dello Stato entro i termini previsti dalla legge. Nella visione di Magyar, la nota scacchista rappresenta una personalità capace di incarnare l’unità della nazione e di rappresentare l’Ungheria al di sopra delle divisioni politiche. Uno degli elementi che ha reso la figura di Polgar appetibile per la presidenza è proprio l’assenza di un passato politico: non ha mai ricoperto incarichi di governo né ha mai militato in alcun partito.

Come si elegge il capo dello Stato

Negli ultimi anni ha concentrato il proprio impegno nella fondazione che porta il suo nome, con la quale promuove gli scacchi come strumento per sviluppare il pensiero critico, capacità decisionali e di apprendimento. Risulta, inoltre, fondatrice del Global Chess Festival, manifestazione dedicata all’educazione delle nuove generazioni. A differenza di altri Paesi europei, l’Ungheria non elegge direttamente il suo presidente, ma lo fa attraverso l’Assemblea nazionale, il Parlamento monocamerale composto da 199 membri. In base alle regole, un candidato deve essere sostenuto da almeno un quinto dei parlamentari per essere nominato. La votazione avviene a scrutinio segreto. La recente riforma costituzionale approvata dalla maggioranza di Magyar impone inoltre che il Parlamento elegga il nuovo capo dello Stato. Grazie alla maggioranza qualificata di cui dispone il partito Tisza, il governo parte da una posizione di netto vantaggio nell’elezione del prossimo presidente, che resterà in carica fino all’entrata in vigore della nuova Costituzione e comunque per un periodo massimo di 5 anni.

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