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Cronaca internazionale

Le rivelazioni del principe Harry: “Così ho superato il lutto di Diana. Dopo aver lasciato il Regno Unito ho sofferto di depressione”

Il duca di Sussex ripercorre i momenti più difficili della sua vita, dalla depressione dopo la Megxit al dolore per la perdita della madre, e racconta come la terapia lo abbia aiutato a ritrovare un equilibrio

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La depressione dopo la Megxit, la morte di mamma Diana, la regola per preservare l’equilibrio personale. Il principe Harry si è raccontato, come non aveva mai fatto prima, conversando con Mary-Frances O’Connor, psicologa dell’Università dell’Arizona, nel podcast MasterClass. Il figlio di re Carlo ha parlato apertamente delle difficoltà incontrate nel corso degli anni e di come la terapia e il supporto psicologico siano state fondamentali per tornare a sorridere.

La fuga dal Regno Unito

Parlando della Megxit e dell’addio ai doveri reali, il principe ha raccontato di aver attraversato un periodo buio subito dopo il trasferimento in Canada, a Vancouver, quando lasciò la Gran Bretagna insieme a Meghan e al figlio Archie: “Ci siamo trasferiti in Canada per allontanarci da tutto e semplicemente riflettere. Nel giro di due o tre giorni da quando ho lasciato quell’ambiente stressante, ho avvertito un crollo dell’adrenalina come non ne avevo mai provati prima. Era come se il mio cervello avesse bisogno di stress per funzionare. In casa ero diventato incapace di fare qualsiasi cosa. Sono scivolato in uno stato depressivo per circa due settimane, sentendo di non poter funzionare senza adrenalina”.

La morte di Diana

Harry ha anche ricordato il trauma emotivo vissuto, quando aveva solo 12 anni, a causa della prematura scomparsa di mamma Diana. “Non ho pianto quando mi è stato comunicato che la mamma era morta, ma solo durante la sepoltura; dopodiché, non ho più versato lacrime per quasi vent’anni”, ha svelato il principe, proseguendo nel suo racconto: “Ero solo un ragazzino di dodici anni a cui non era concesso crollare e che non aveva alcuna guida su come guarire. Ho vissuto a lungo in uno stato di torpore emotivo perché mi sentivo sleale e in colpa all’idea di poter essere felice senza di lei. Sentivo di dover restare triste e emotivamente chiuso in me stesso per dimostrare quanto mi mancasse. La realtà è che ho scoperto che lei voleva semplicemente che io fossi felice”.

Il profumo di Diana

Per ritrovare la serenità, Harry si è affidato anche alla terapia. Fu una terapeuta a suggerirgli di cercare il profumo di Diana, nel tentativo di aiutarlo a elaborare il lutto dopo che si era reso conto di aver dimenticato il suono della voce e della risata della madre: “È stato come essere trasportati in un’altra epoca. Ha sbloccato tutto ciò che era rimasto chiuso dentro. Spruzzare il profumo di mia madre è stato quasi come abbattere dei mattoni per riuscire a guardare oltre e permettere a certi ricordi ed esperienze di tornare a galla”. Nonostante l’assenza, Diana rimane nei suoi pensieri quotidianamente grazie a una fotografia, scattata dal fotografo Patrick Demarchelier nell’appartamento di Diana a Kensington Palace nel 1995, che Harry porta con sé: “Riesco a incrociare il suo sguardo e nel suo sorriso c’è qualcosa di birichino. Sento un legame molto forte con lei, mi capita di guardarla e chiedermi che cosa penserebbe di quello che sto facendo in questo momento”.

La regola per l’equilibrio

Durante la conversazione con O’Connor, Harry ha svelato di essersi dato una regola per vivere serenamente e cercare un equilibrio tra vita privata e impegni pubblici: “L’aspetto più importante per me è l’energia, la gioia e la felicità che traggo dallo stare con la mia famiglia, in particolare con i nostri figli, e dal lavorare direttamente sul campo. La chiave per mantenere questo equilibrio è non trascorrere più di dieci giorni lontano da mia moglie e dai miei figli. Si tratta di conciliare il lavoro con il mio ruolo di padre e marito”.

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