La regolarizzazione dei migranti in Spagna sta facendo molto discutere, soprattutto per le cifre annunciate dal governo di Pedro Sanchez agli albori dell’approvazione della misura rispetto a quelle reali. Erano 500mila all’inizio, hanno superato il milione successivamente e ora rischiano di aumentare ancora. Le stime a preoccupare sono soprattutto quelle potenziali, perché ora è questo il vero problema e non solo a livello politico ma pratico: è, infatti, la polizia a lanciare l’allarme per il possibile aumento esponenziale dei migranti regolarizzati dal governo, a fronte della clausola del ricongiungimento familiare prevista dalla norma.
Gli alti funzionari dell’immigrazione hanno fatto un calcolo molto rapido e semplice considerando quanti migranti hanno fatto domanda e la clausola sul ricongiungimento. Considerando che sono arrivate tra 1,2 e 1,3 milioni di domande e che ognuno dei migranti regolarizzati può aggiungerne tre al suo status, il conto è presto fatto: si tratta di una stima di circa 3 milioni di “spagnoli”. Ma in questa polemica se ne è inserita un’altra, ovvero l’esclusione della Policia Nacional dai controlli dei documenti: tutto il processo è in mano ai funzionari del ministero delle Migrazioni e questo, secondo i funzionari, non rappresenta solo un problema dal punto di vista burocratico per le tempistiche più lunghe, ma anche per i controlli sulla veridicità dei documenti. E questo viene definito un allontanamento “deliberato”, come spiega El Mundo, anche perché la norma prevede che se entro 3 mesi la domanda non ottiene risposta viene automaticamente accettata.
“La volontà del Governo è che entri chiunque”, riferiscono fonti anonime dell’alta dirigenza della Policia Nacional al quotidiano spagnolo, “Il sistema fallirà”. Questo processo, spiegano ancora gli esperti consultati da El Mundo, “è qualcosa che nessuno sano di mente avvierebbe. La Spagna è un'eccezione, è chiaro”, anche perché le possibilità di frode sono altissime: “Possono verificarsi casi in cui persone di Paesi stranieri paghino chi è già in situazione legale per farsi passare per familiari come un figlio o dei genitori. Vale a dire, pagare per documenti e certificati. Già adesso si vedono casi simili, in cui portano persino dei testimoni, ma vengono rilevati rapidamente perché non ci sono così tanti richiedenti”.
Un dossier prodotto due anni fa, prima che il piano procedesse, riportava tutte le criticità che ci sarebbero potute essere, comprese queste ma non solo, perché potenziali 3 milioni in più di cittadini spagnoli in breve tempo, corrispondenti a circa il 6% della popolazione, potrebbero avere un impatto devastante sulle istituzioni sanitarie e scolastiche, per esempio, ma in generale su tutto l’apparato. “Esiste il timore in ampi settori della popolazione che un ingresso massiccio e rapido di nuovi immigrati aumenti il carico sul sistema sanitario, scolastico e sui servizi sociali, i quali potrebbero non avere la capacità di assorbimento necessaria. Il numero di stranieri e i tempi così brevi previsti dalla norma per completare la regolarizzazione sono inversamente proporzionali alla capacità di assorbimento dello Stato spagnolo”, si leggeva. Eppure, questo alert, è stato ignorato e ora l’Europa trema, perché con la regolarizzazione potranno muoversi in tutto il Continente liberamente.
L’Ue ha già avvisato la Spagna che non accetterà questa immissione monumentale di regolarizzati, la Francia ha annunciato la chiusura delle frontiere ma il Paese di Pedro Sanchez ha deciso di muoversi in direzione contraria rispetto al resto dell’Ue e ora il rischio è generalizzato, mentre la maggior parte dei Paesi lavora per riportare la legalità.
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