- Don Mazzi ha fatto qualcosa di grandioso per aiutare gli ultimi. Ed è vero: anche in queste cose si vede l’opera di Dio. Però non capisco perché don Luigi Ciotti debba sempre trascendere. Al funerale ha detto: “Nell’arco di questi anni abbiamo imparato che Dio non abita nei tabernacoli d’oro, dobbiamo cercarlo nelle strade dove la gente lotta per sopravvivere”. Eh no, don Ciotti. Dio sta anche dove la gente lotta per sopravvivere, ma pure nei tabernacoli d’oro. Perché lì dentro si trova il corpo di Cristo, la transustanziazione, il fondamento di una religione che, senza questo, diventa poco più di una grande, bellissima Ong. Ma niente di più.
- Atroce il video del drone russo che si abbatte su una spiaggia in Russia e uccide diverse persone, tra cui alcuni bambini. Se lo sono meritati? No, perché sui civili non ricadono mai le colpe dei politici, neppure quelle di Putin. Sappiamo chi sono gli aggressori e gli aggrediti. Però, se una cosa del genere fosse successa in Ucraina, avrebbe occupato le prime pagine di tutti i giornali.
- Comunque si prefigura quello che su questa rubrica scrivevamo molto tempo fa: il peggiore dei rischi della guerra in Ucraina è che il conflitto si incancrenisca. E sta succedendo. Nessuno prevale, i negoziati ciaone, quindi finiremo con l’avere una guerra infinita. Ormai ci siamo abituati, purtroppo.
- Giuseppe Conte nei giorni scorsi ha detto che il programma di politica estera, soprattutto sull’Ucraina, verrà deciso dalle primarie. Cioè: se vince lui, niente armi. Se vince il Pd, sì alle armi. Schlein, Fratoianni e Bonelli lo hanno giustamente mandato garbatamente a quel Paese e hanno ragione, per una volta. Chi diventa leader della coalizione con le primarie diventa leader di tutti. Tra i candidati si può avere qualche differenza di approccio o di priorità negli obiettivi, ma non è possibile che uno voglia fare A e l’altro B, soprattutto in politica estera. Ecco perché continuo a sostenere che il problema del Campo Largo non siano né la leadership né i voti. Il problema è che non hanno una visione comune. E questo, alla lunga, verrà fuori.
- Metto per iscritto una previsione, nel caso di vittoria del centrosinistra alle prossime elezioni del 2027. Staranno al governo, scannandosi un giorno sì e l’altro pure, solo il tempo di eleggere il presidente della Repubblica. Poi va tutto a ramengo. Ci scommetto, si può dire?, quello che volete.
- Scopriamo una cosa interessante. Quando i migranti li rimpatria Trump si parla di deportazioni. Quando lo fa Pedro Sánchez, invece, si chiama gestione delle frontiere. Dovete sapere che El Mundo ha mandato a Ceuta i suoi cronisti, i quali hanno notato alcuni militari che radunavano i migranti, li tenevano a bada e infine li caricavano sui furgoni per portarli al confine. Cosa vi ricorda? Esatto: quella foto che Donald Trump pubblicò per rivendicare i rimpatri degli irregolari, con la fila di immigrati legati con le catene. Per carità: qui i migranti erano slegati e quello che volete, ma il principio non cambia. Sánchez, invece di accogliere, fa caricare i migranti dall’esercito su dei camion per portarli al confine. Non è forse “deportazione”, questa?
- Che è un po’ come quel muro di boe galleggianti che Sánchez ha fatto costruire al confine per impedire ai migranti di arrivare e, soprattutto, per creare una ragione giuridica per rimpatriarli nell’immediato, come richiesto dalla Corte Suprema, che ha escluso le espulsioni rapide per chi arriva in Spagna senza superare una “barriera fisica” reale. Vi ricordate quando Orbán costruì i muri in Ungheria? Fascista, razzista, xenofobo. Ora il muro in mare lo costruisce San Pedro da Madrid e tutti zitti.
- Ah, altra cosa carina. I militari hanno detto ai cronisti di El Mundo che i migranti che stavano radunando e caricando sui furgoni volevano tornare “volontariamente” in Marocco. Solo che poi alcuni di loro piangevano, altri chiedevano di restare, altri ancora cercavano di scappare dalle grinfie dei soldati. I quali li andavano a cercare e li riportavano al loro posto. Insomma: fingolo volontarietà, ma li rimandano a casa con la forza. Vi rendete conto di cosa sarebbe successo se Meloni avesse provato a spacciare per “rimpatri volontari” quelli che sono a tutti gli effetti dei respingimenti, peraltro operati non da Ong o polizia, ma dai soldati dell’esercito?

Commenti
I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.