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Sfida di Sánchez. "Regolarizzare oltre un milione di migranti"

Per il premier socialista la strada è tutt'altro che semplice. Diverse regioni spagnole governate dal centrodestra hanno già presentato ricorsi

Sfida di Sánchez. "Regolarizzare oltre un milione di migranti"
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La Spagna si prepara a una massiccia regolarizzazione di migranti illegali: oltre un milione, stando alle domande pervenute entro la scadenza del 30 giugno. Il premier spagnolo Pedro Sánchez ha fortemente voluto la misura e si prepara a difenderla in patria e in Europa. "Quasi la metà della crescita del Pil dal 2022 è attribuibile all'arrivo di migranti" ha dichiarato Sánchez sottolineando che senza migranti "la Spagna perderebbe il 19% del suo Pil nel 2050 e il 22% nel 2075". Forte di questi numeri, il governo di Madrid ha anche presentato un piano di integrazione e cittadinanza da 500 milioni di euro.

Ma per il premier socialista la strada è tutt'altro che semplice. Diverse regioni spagnole governate dal centrodestra hanno già presentato ricorsi. La Corte suprema spagnola parla di possibile "regime generale" applicabile ai cittadini di Paesi terzi in situazione irregolare che "potrebbe entrare in collisione" con le norme europee che attuano il Patto su migrazione e asilo appena approvato. Dalla Moncloa, sede del governo, trapelano ottimismo sulla legittimità della misura e garanzie di "rigore giuridico", ma il contenzioso potrebbe arrivare fino alla Corte di Giustizia della Ue. Nonostante il ministero dell'Interno di Madrid parli di un calo del 32,5% dei migranti irregolari nel primo semestre del 2026 rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, il centrodestra iberico resta sulle barricate: l'accusa è aprire le porte in maniera indiscriminata a milioni di irregolari.

Nel mirino anche la "Ley de Nietos" (Legge dei nipoti) per riconoscere la cittadinanza spagnola ai discendenti degli emigrati ed esiliati dal Paese iberico nel corso della guerra civile e della dittatura di Francisco Franco: a fine marzo erano già 2,4 milioni le domande giunte. Alberto Nunez Feijóo, leader del Partido Popular, ha accusato il governo di "ingegneria elettorale per fabbricare nuovi elettori attraverso la cittadinanza e il passaporto".

Vox, partito di estrema destra, ha parlato invece di "tentativo di alterare il risultato di future elezioni". Dopo gli scandali sul partito e la moglie e le sconfitte alle elezioni regionali, per Sánchez si apre un nuovo difficile fronte.

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