Il premier britannico Keir Starmer ha annunciato le proprie dimissioni. Durante un discorso commosso all'esterno del numero 10 di Downing Street, ha comunicato la sua decisione di fare un passo indietro come leader del partito Laburista, e quindi da premier britannico, e di aver informato il re della sua decisione. Starmer ha riferito di aver chiesto al Comitato esecutivo nazionale del Labour di definire un calendario per la corsa alla leadership, con l'apertura delle candidature il 9 luglio. Le candidature si chiuderanno prima della pausa estiva del Parlamento, il 16 luglio, per garantire la presenza di un nuovo leader laburista per la ripresa dei lavori del Parlamento a settembre.
Un finale toccante quello del discorso del premier britannico dimissionario che, secondo i media era "sul punto di piangere". Rivolgendosi alla moglie Victoria, che ha definito la sua "roccia", Starmer ha detto che "quando lascerò l'incarico più importante del Paese, dedicherò più tempo al lavoro più importante: essere il miglior marito possibile per la mia fantastica moglie Vic, che è stata una roccia al mio fianco nei momenti belli e in quelli brutti, ed essere il miglior padre possibile per i miei splendidi figli, che sono il mio orgoglio e la mia gioia".
Starmer ha quindi parlato di "investimenti garantiti, infrastrutture in costruzione, fine dell'austerità con il calo più rapido delle liste d'attesa del Servizio Sanitario Nazionale degli ultimi 17 anni, il più grande miglioramento dei diritti per i lavoratori e gli inquilini in una generazione". Poi, il premier britannico dimissionario ha citato "il maggiore aumento della spesa per la difesa dai tempi della Guerra Fredda". Parlando di immigrazione, ha spiegato che c'è stato un "calo degli attraversamenti in barca" del Canale della Manica, "la chiusura degli hotel per richiedenti asilo". Inoltre, ha parlato delle politiche messe in campo dal suo governo per "la protezione dei giovani dai social media", con la nuova legge che vieterà l'accesso al social ai minori di 16 anni, e "mezzo milione di bambini sottratti alla povertà grazie alle scelte che ho fatto".
"Molti leader impiegano anni per diventare lo statista che sei diventato tu in soli due anni. La sicurezza europea e Ucraina è più forte grazie a te.Grazie, caro Keir". Lo scrive su X la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen dopo l'annuncio delle dimissioni.
L'uscita di scena Starmer, travolto dall'impopolarità e dal crollo di consensi anche all'interno del Labour, spiana la strada alla sua sostituzione con l'ex sindaco di Manchester, Andy Burnham.
Le voci di dimissioni di Starmer avevano iniziato a circolare dopo la vittoria di Andy Burnham in un’importante elezione suppletiva che ha spianato la strada alla sfida per la leadership. Secondo le regole del Partito Laburista, il leader del partito di centrosinistra deve essere un membro del Parlamento. Se Starmer dovesse lasciare l’incarico quest’anno, la Gran Bretagna si ritroverebbe con il settimo primo ministro in un decennio, un ricambio senza precedenti nella sua storia moderna.
Ex avvocato, 63 anni, Starmer ha sempre dichiarato che si sarebbe opposto a qualsiasi tentativo di destituirlo ma alla fine ha dovuto fare i conti con la realtà.
Donald Trump aveva previsto l’imminente addio scrivendo su Truth: "Keir Starmer si dimetterà". Il Presidente, che aveva un buon rapporto con Starmer prima che la guerra con l’Iran lo incrinasse, ha accusato il premier di aver fallito sulle politiche in materia di immigrazione ed energia. Starmer, che secondo i sondaggi è profondamente impopolare tra gli elettori, avrebbe trascorso il fine settimana con la sua famiglia a Chequers, la residenza estiva dei primi ministri, per colloqui con gli alleati.
Le candidature alla leadership del partito laburista potranno essere presentate dal 9 al 16 luglio.
Lo ha dichiarato il premier britannico dimissionario Keir Starmer, spiegando di aver chiesto al Comitato Esecutivo Nazionale del Partito Laburista di definire un calendario per la corsa alla leadership del partito Questa agenda permetterà la presenza del successore di Starmer alla guida del Labour ntro la ripresa dei lavori parlamentari a settembre.